QUELLA MI VEDE DAPPERTUTTO…

luglio 11, 2014

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Ero qui in spiaggia al Lido di Venezia a prendere il sole quando un sms mi segnala una curiosa citazione di mia cugina nei commenti al suo post di oggi:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/07/11/epiche-new-and-old/

Il post inizia evocando un insignificante saggio di Wu Ming sul New Italian Epic di cui nessuno si ricordava più: “E’ impossibile, oggi, riassumere la complessità della discussione sul New Italian Epic lanciata da Wu Ming e che si è sviluppata per anni (c’è una buona pagina Wikipedia con opportuni rimandi, comunque).”

Il commento di tale Gengiv Kan recita: “Impossibile, oggi, riassumere l’insignificanza di un saggio auto-promozionale come quello lanciato (nel mercato sottostante) da Wu Ming, probabile curatore della pagina stessa di Wikipedia. Ma se gli amici stretti ne sono rimasti segnati per la vita, non resta che prenderne atto.”

E la reazione della Lippa: “Lucio Angelini, basta su. Dopo tutti questi anni non hai ancora trovato altro da fare?”

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Ora io mi (e vi) domando: “Che cosa può averla indotta a identificare Gengiv Kan con me?”. Roba da matti. Eh, sì. Ma vi sembro il tipo da lasciare commenti del genere?

NOOO!!! QUESTO È TROPPO!!!

giugno 30, 2014

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Oggi mia cugina si è vantata di aver trascorso una settimana a Ventotene con Michele Mari, il mio idolo assoluto…

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/06/30/lisola-era-piena-di-rumori/

Dopo mesi di mancata frequentazione dell’ormai noiosissimo lit-blog, non ho potuto non lasciare un commento:

“Noooo, questo è troppo!!! Non posso pensare che il mio idolo assoluto, Michele Mari, abbia trascorso una settimana con la mia odiatrice di fiducia. Impazzisco di gelosia.*-°
Postato lunedì, 30 giugno 2014 alle 10:54 am da Tremotino”

Ovviamente la boccoluta direttrice artistica di ‘Gita al Faro’, dotata del sense of humour di un paracarro, ha subito CENSURATO IL COMMENTO.

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LE QUOTE ROSA DI LOREDANA LIPPERINI

marzo 24, 2014

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Scrive Loredana Lipperini nel post di oggi:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/03/24/lunica-legge-di-cui-abbiamo-bisogno/

“Avevo già citato la presa posizione di The Independent, ma credo sia giusto tornarci con ampiezza. Nell’articolo del 16 marzo, Katy Guest, editor letterario di The Independent on Sunday, ha promesso che giornale e sito non recensiranno libri gender-specific, rivolti esplicitamente a bambine o bambini. Anzi: ogni volume che ammicca a piccole principesse “finirà nella pila dei libri da riciclare”. Un nuovo, eventuale Harry Potter, scrive Guest, non necessita di copertine rosa con i brillantini per avere successo.
La decisione del giornale è stata sollecitata da una campagna lanciata da un gruppo di genitori sul web, che mira a far sì che i giocattoli siano solo giocattoli e i libri siano libri, e non strumenti di discriminazione e formazione di stereotipi: sul sito lettoysbetoys ,su twitter e soprattutto con una petizione si chiede agli editori per ragazzi di non definire più i destinatari dei libri in base al genere sessuale, sia nel titolo, sia nella copertina, sia nei contenuti. I libri per ragazzi, viene detto, dovrebbero aprire loro nuovi mondi, non chiuderli in una gabbia: “lasciate che decidano da soli quali storie leggere”. L’iniziativa, peraltro, sta ottenendo grandi consensi e non riguarda solo i libri: la catena di supermercati Tesco ha annunciato che rimuoverà le indicazioni “per bambine” e “per bambini” da punti vendita e siti web, e così The Entertainer e altri negozi di giocattoli.”

Ho commentato:

“Faccio presente che negli anni Novanta contestai Margherita Forestan – allora alla Mondadori Ragazzi – per aver creato una collana junior tutta dedicata alle sole ragazze, la Gaia Junior. Ovviamente lo scambio di vedute non giovò alla mia presa in considerazione come autore, anche se tradussi vari libretti per quella serie, per esempio “Gli occhi dell’Amaryllis” di N. Babbitt. Vedo che Loredana Lipperini con una mano sostiene le quote rosa in politica, con l’altra l’abolizione delle quote rosa nel settore librario (libri per sole ragazze)… ma sono abituato alle sue contraddizioni:-)
Postato lunedì, 24 marzo 2014 alle 10:34 am da Genoveffo Scurnacchiato* [*Devo usare dei nick per non essere censurato in modo automatico]

IL MIO COMMENTO E’ RIMASTO VISIBILE POCHI MINUTI, POI E’ STATO PUNTUALMENTE CENSURATO…

Che dire? La dolce cuginetta non cambierà mai.

OH MY GOD, LA LIPPERINI CANDIDATA ALLE EUROPEE

marzo 5, 2014

morti

Mamma mia, sempre più mortadifama?

http://www.listatsipras.eu/candidati/collegio-nord-ovest.html

Collegio nord ovest

Argyrios Panagopoulus
Curzio Maltese

LOREDANA LIPPERINI

Moni Ovadia
Nicoletta Dosio
Domenico Finiguerra
Mauro Gallegati
Anita Giurato
Lorena Luccatini
Carla Mattioli
Nicolò Ollino
Daniela Padoan
Andrea Padovani
Dijana Pavlovic
Alessandra Quarta
Pierluigi Richetto

Piuttosto che votare mia cugina, mi segherei le palle:-)

LOREDANA LIPPERINI E LA SATIRA

febbraio 6, 2014

sticazzi

Mi scrive un accorato Pandorino:

“Ciao, ti va di segnalare nel tuo blog la CENSURA di cui sono rimasto vittima oggi in Lipperatura? Loredana ha scritto nel blog:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/02/06/e-fattela-una-risata/

‘sarei abbastanza stufa di persone che alle riflessioni sull’insulto e l’offesa accusano l’interlocutore di poco senso dell’umorismo’.

Io ho risposto:

‘Anch’io sarei abbastanza stufo di ripetere che: 1) la satira o è libera o non è, un po’ come il teatro: c’è chi si soddisfa con Shakespeare e chi con gli spettacoli del Bagaglino. E allora?

Quanto alla violenza verbale sessista:

1) Anche dire che Casini lecca il culo a Berlusconi è un commento sessista. Di cazzi culi fiche coglioni pompini, soc’mel ( + vaffanqua e vaffanlà) sono farciti tutti i discorsi delle persone esasperate, ma il più delle volte il sesso e il sessismo non c’entrano niente. Quello che conta è l’esasperazione in sé.

2) Quando dici a qualcuno che è un figlio di puttana, non vuoi dire qualcosa contro sua madre, ma solo che si comporta da stronzo. cmq la violenza verbale si appoggia sempre sui pilastri cazzo culo fica coglioni ti faccio questo ti faccio quello. Altra cosa è uno sganassone in faccia. Certo, alla lettera – mi è stato fatto osservare – figlio di puttana è metafora sessista (la colpa è della madre, la colpa è sempre delle donne, un tempo si dava alla madre anche la colpa del genere del nascituro), ma ormai l’iniziale radice sessista è scomparsa. i significanti attuali hanno assunto altri significati. quando si è incazzati (ecco di nuovo il cazzo), non si fa della filologia, ma del semplice turpiloquio, non diverso da quello che è continuamente adoperato contro i grillini. Si veda il lungo elenco degli insulti nei loro confronti recuperati da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano il 4 febbraio scorso (”Senti chi insulta”).

Postato giovedì, 6 febbraio 2014 alle 1:43 pm da Pandorino”

VISTO CHE IL COMMENTO ERA STATO CENSURATO ho aggiunto:

“E tu piantala con ’ste censure penose (da “pene”, naturalmente).

Postato giovedì, 6 febbraio 2014 alle 1:49 pm da Pandorino “

Ma la tipa, che ha il sense of humour di un paracarro, ha CENSURATO pure quello. Oh com’è bello dibattere di satira sul blog di Loredana Lipperini!”

MEACCI INDIGNATA LIPPA GRIDA “AL LUCIO! AL LUCIO!”

febbraio 3, 2014

meacci
(Meacci Indignata Anna)

Quando in Lipperatura Lucio Angelini firmava i propri commenti con nome e cognome reali, Madama Peperina lo accusava di volersi fare un nome a sue spese. Allora iniziò a firmarsi con dei nick inventati di volta in volta e Madama Peperina lo accusò di praticare il morfismo. Adesso è lei a fargli pubblicità (ancorché negativa) gridando “AL LUCIO! AL LUCIO!” ogni volta che crede di scorgerlo dietro ogni commentatore non in linea con il peperin-pensiero. Stamattina, per esempio, Madama Peperina si strappava le vesti per le sue solite ossessioni antigrilline.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/02/03/la-sindrome-di-foster-jenkins-e-gli-odiatori/

Tale HATE VICTIM ha obiettato:

“Non so chi ricordi il personaggio televisivo di MEACCI INDIGNATA ANNA. Ecco, la Lippa mi ricorda un po’ lei. Che cosa c’è di più orribile, scandaloso, tragico, insostenibile delle ruberie, della demenza amministrativa, degli sperperi dei governi che si sono succeduti da vent’anni a questa parte?”

(Postato lunedì, 3 febbraio 2014 alle 12:22 pm da Hate Victim)

Dal cortile si è subito levato il seguente starnazzo:

“Loredana, che si può aggiungere? Ci sono i cosiddetti “ma-anchisti” che troveranno sempre da ridire, proponendo: MA ANCHE… vedi Hate Victim qui sopra (mamma mia che superba dimostrazione di sagacia nella scelta del nome!). La mia risposta è che di più orribile ecc ecc c’è non saper mai confrontarsi con le altre persone con argomenti. Tutto il resto è, come si dice anche in psicologia, “spostamento dell’attenzione”.”

(Postato lunedì, 3 febbraio 2014 alle 12:30 pm da ElenaElle)

E Madama Peperina:

“ElenaElle, possibile che tu ancora non riconosca Lucio Angelini? :D Eppure ha uno stile inconfondibile :D Proseguiamo la discussione e ignoriamo, grazie.”

(Postato lunedì, 3 febbraio 2014 alle 12:33 pm da lalipperini)

“Che peccato, speravo fosse una new entry! :-( “, si è rammaricata ElenaElle, che forse segretamente si augura di veder apparire nel commentarium un minimo di dissenso in mezzo a tanti lecchini e lecchine.

(Postato lunedì, 3 febbraio 2014 alle 12:39 pm da ElenaElle)

Epperò HATE VICTIM mi ha subito contattato in privato per segnalare che la sua replica è stata prontamente CENSURATA, secondo la meschina consuetudine della nostra MEACCI INDIGNATA LIPPA. Questa:

“Il commento della Lippa (che, tradotto in semplicese, significa: ‘ignoriamo una merda umana come Lucio Angelini, che non potrà mai elevarsi al livello di raffinatezza a cui si librano coloro che mi osannano’) la dice lunga su chi dispensa odio e razzismo malgré soi.”

(Postato lunedì, 3 febbraio 2014 alle 2:39 pm da Hate Victim#)

Povero Lucio Angelini, innocente vittima dell’odio e della prosopopea di Meacci Indignata Lippa:-)

PASSANO GLI ANNI, MA LOREDANA LIPPERINI NON RIESCE A TROVARE NUOVE NARRAZIONI…

gennaio 6, 2014

Lipp

Scrive Loredana Lipperini, odiatrice di fiducia di Lucio Angelini, qui:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/01/06/odiate-anzi-no/

“Non bisogna pensare a contromisure limitanti (lo scrivo subito prima che il discorso sugli haters si avviti nella solita contrapposizione libertari versus censori, che non esiste, o almeno non esiste qui). Bisogna, ed è anche il mio personale augurio per il nuovo anno, trovare altre narrazioni. Altre parole. Altre storie. Anche e forse soprattutto in rete.”

Osserva in un commento tale Arturo Emiliani:

“Dice LL: ‘contrapposizione libertari versus censori, che non esiste’: siamo seri! Ci sono persone a cui la tenutaria di questo blog censura ogni tipo di commento, off topic, on topic, in linea con le sue idee, in contrasto con le sue idee. così, tanto per il gusto di mozzare qualche lingua qua e là. che la vera hater sia lei?
Postato lunedì, 6 gennaio 2014 alle 7:14 pm da Arturo Emiliani

Interviene tale Maurizio:

“Gentile Arturo, lei dovrebbe uscire più spesso. In questo modo scoprirebbe che a questo mondo esistono anche case che non sono abitate da “tenutarie”, bensì da signore come Loredana Lipperini. Saluti cordiali e buon anno.
Postato lunedì, 6 gennaio 2014 alle 7:55 pm da Maurizio”

E la nota hater della rete:

“Maurizio, ‘Arturo’ è il solito Lucio Angelini [??? n.d.r.]. Se lei non sa di chi si tratta, come è giusto, è una persona che è stata bandita da questo blog per i suoi comportamenti, e che tenta in tutti i modi, in ogni luogo dove appare il mio nome, di intervenire per sbraitare insulti nei miei confronti. In poche parole, un’ossessione. Lo ignori, come mi sforzo di fare da sette anni a questa parte. :)”
Postato lunedì, 6 gennaio 2014 alle 8:10 pm da lalipperini

Ovviamente la scorrettissima hater non specifica quali siano stati questi terribili comportamenti dell’Angelini (= averla contrastata nella promozione della bufala sul New Italian Epic, n.d.r.), e, bloccando ogni possibile replica da parte della vittima del suo odio, definisce ‘sbraitare insulti nei miei confronti’ il mero fatto che il suddetto Angelini ricordi di tanto in tanto in rete che bisognerebbe distinguere tra certe belle omelie lipperiniane e certi comportamenti concreti della contraddittoria ex blogstar, ormai ridotta a una patetica parodia di se stessa.

LOREDANA LIPPERINI NON AMMETTE ECCEZIONI

novembre 25, 2013

lippa

Scrive oggi in Lipperatura Loredana Lipperini:

“Qualsiasi discorso sul 25 novembre, qualsiasi manifestazione, rivendicazione, riflessione sui ruoli, non può che partire da qui. Finché non si agisce sui testi scolastici, su chi li scrive, propone, adotta, un lavoro già lungo diventerà impossibile. Buona giornata, commentarium.”

Tale Eccezione Alla Regola ha commentato:

“Per quanto mi riguarda, posso dire che le maggiori violenze (lavorativo-psico-censorie) le ho subite quasi esclusivamente da donne, ma sarò senz’altro l’eccezione che conferma la regola. Che cessi la violenza su chicchessia.”
Postato lunedì, 25 novembre 2013 alle 2:10 pm da Eccezione Alla Regola

E figuriamoci se quella acida zdanovista dei miei stivali poteva ammettere eccezioni alla sua semplificata visione del mondo (= maschi tutti cattivi/donne tutte meravigliose). Il commento, infatti, è stato prontamente CENSURATO.

LOREDANA LIPPERINI NON ACCETTA CRITICHE ALLA PROPRIA MERCE

novembre 7, 2013

lippa

Dunque, sabato pomeriggio 2 novembre 2013, Wu Ming 1 e Loredana Lipperini hanno presentato a Bologna “Morti di fama”, scritto da mia cugina con Giovanni Arduino: l’audio integrale della presentazione – affinché i posteri lo ricordino con la dovuta reverenza – è su Radio Giap Rebelde.

In Facebook Riccardo Mariani ha commentato:

“In genere l’ apocalittico digitale del 21esimo secolo elargisce in tono inquietante una serie di fatti che, poi, rimeditati tra te e te, quando torni a casa dalla conferenza, non capisci bene se costituiscono l’ apocalisse o se invece alzano la tua qualità della vita.
Wu Ming, all’ ultima presentazione di “Morti di fama”, ti guarda illuminato con lanterne tremolanti poste in basso, come da lezione espressionista, ed enuncia con voce rallentata e cavernosa: “…. facebook sta raccogliendo una miriade di dati che ti riguardano…”, “ah sì?… brrr”. “Così poi ti fanno la pubblicità personalizzata”. La pubblicità personalizzata? Cosa significa? Che ti selezionano già loro la monnezza? Ti verrebbe voglia di sdrammatizzare ma non puoi farlo, la tensione delle “narrazioni” lucarelliane è come l’ umidità autunnale: quando ti entra nelle ossa è dura scacciarla.
Sempre lui con sguardo truce alla bela Lugosi: “… c’ è in giro un giapponese (tensione in sala)… un giapponese che col suo cuscino ad elettrodi prende l’ impronta (crescendo) a migliaia di culi (fortissimo, entrano i timpani)… compreso il vostro, forse!…”. “Ah sì?… brrr… chissà cosa hanno in mente i maledetti gialli, come minimo un’ invasione del continente”. La chiusa frettolosa (tipo quella della pubblicità dei medicinali) quasi non la noti: “e così domani quando ci siederemo al volante della nostra vettura, quella si avvierà solo riconoscendo il nostro inconfondibile culo”. In sala tutti si guardano attoniti avidi del prossimo e decisivo aneddoto, che scacci quella strana sensazione di aver visto l’ imperatore nudo. Un frame illusorio, ovviamente. Ma alquanto dispettoso.
Ecco che a questo punto il caso-Fadda potrebbe tornare loro maledettamente utile.”

Nel blog della Lipperini, invece, tale Giovanni Eccheccavoli ha commentato:

“Ho ascoltato l’audio in cui wuming e loredana mettono in guardia dai pericoli dei social e da quelli derivati dalla ricerca della cosiddetta microfama. Nel corso della presentazione della merce firmata Lipperini-Arduino, i due si scandalizzano all’idea che anche Google e Amazon traggano profitti dai sistemi che tutto sommato permettono anche a loro (gli stessi WM e Loredana) di promuovere e vendere i loro prodotti. Be’, mi sembra che chi abbia un minimo di buon senso possa tranquillamente distinguere tra il buono e il cattivo di queste nuove forme di comunicazione e intrattenimento. Quanto ai Big Data, chissenefrega? Io le colonnine a destra o a sinistra dei social manco le guardo. Dirò di più: è difficilissimo che acquisti un libro solo perché su un social me lo raccomanda questa o quella web-celebrity, magari gelosa della propria medio-fama e orribilmente angosciata dal sospetto che qualcuno possa lasciare un innocente commento in coda alle loro prediche quotidiane solo per brillare di luce riflessa, anziché per semplice interlocuzione. Ma quale luce, ma per carità. Ma che si diano una ridimensionata.”

Il commento, ovviamente (non essendo favorevolissimo alle nuove puttanate del guru bolognese della Lippa), è resistito qualche ora e poi è scomparso. In compenso ha avuto cordiale accoglienza quello di Wu Ming 1:

“Mi è semblato di vedele un matto ma poi no, non c’era più”.

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Ma c’è in rete qualcuno più troll di Lipperini e Wu Ming 1?????

A MIA CUGINA PIACCIONO SOLO LE STORIE EDIFICANTI

ottobre 21, 2013

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Oggi quella gran bigottona di mia cugina citava vari libri edificanti:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/10/21/lamore-di-giulia-quello-di-lucia-quello-di-giulietta-quello-di-ev/

Ho provato a significarle anch’io la mia lettura più recente: le prime 50 pagine di “Publisher”, di Alice Di Stefano, il libro in cui Alice Di Stefano racconta suo marito Elido Fazi. Riassumo: Alice, già abituata a frequenti (quanto astrusi) cambi di partner (il solito barista, chauffer o al massimo skipper) viene invitata niente popò di meno che da Elido Fazi, editore conosciuto allo Strega, a raggiungerlo in India. Lei gli fa presente di non potersi permettere il biglietto e lui le manda un SMS con l’indirizzo dell’agenzia in cui ritirarlo aggratis. Alice esegue “in puro Cenerentola style” e i due scorrazzano per l’India (nell’incipit finanche in un atollo delle Maldive). In linea di massima fanno cose normalissime, a parte una cacata di Elido in un vaso prezioso in una suggestiva dimora-albergo (quando scappa, scappa!). Alice scopre piccoli episodi di tirchieria di Elido con i ragazzi dei tuc tuc (magari dopo aver pagato conti per migliaia di dollari in hotel e ristoranti per turisti), ma è soddisfatta delle scopate con lui (fra cui una nel deserto, tra rumorosi ventilatori a pale). Che dire? Alice non è Chatwin, forse nemmeno Francesca Pascale, ma vi informerò sul senso del libro nelle puntate successive, ammesso che lo trovi.

Ovviamente il commento è apparso, è rimasto visibile per un quarto d’ora e poi è stato CENSURATO. Mamma mia, ma di che ha paura mia cugina???


Aggiornamento. b) Terminato a fatica “Publisher”, il libro in cui Alice Di Stefano cerca di trasformare il marito editore in un personaggio romanzesco di grande spessore (in effetti nelle ultime pagine si ammette che un po’ di pancetta post-matrimoniale a Elido è spuntata), ricostruendone infanzia marchigiana, adolescenza, giovinezza, maturità e incipiente senescenza con fin troppi dettagli (solo quelli dei cibi ingurgitati dalla coppia occupano un buon quinto del libro). Accanto al ritratto di Elido, vengono tratteggiate anche le figure di vari personaggi di contorno, tra cui quelle degli amici del cuore di Elido. Particolarmente detestabile e tediosa risulta, fra tutte, la figura di Valentino Zeichen. Alice non scrive male, ma come editor si è lasciata sfuggire un “gli” al posto di “le” (pag. 94) (“lui gli [ad Alice] aveva detto”), l’espressione “ricerca di cineserie” nel corso di un viaggio in Giappone (p.137) e altre imprecisioni.
Spesso si ha la sensazione di essere capitati nelle “Pagine promozionali e celebrative” di Wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagine_promozionali_o_celebrative

da cui cito:

“Esempio di pagina promozionale o celebrativa[modifica sorgente]
Sigismondo Barillacqua della Verdesca (Castiglion della Pescaia, 25 dicembre 1985) è un cuoco di Canicattì. Dopo il diploma in ragioneria si iscrive alla facoltà di biologia marina dell’università di Reykjavík, senza terminare gli studi. Sposato con la signora Marinella Fontanabuona de Rimboldi, fra le sue passioni vi sono il curling e la lippa. Da bambino sognava di diventare astronauta, ma ora il suo più grande desiderio è quello di fare lo scrittore di manuali di elettrotecnica.

Cosa c’è di sbagliato in questo testo?[modifica sorgente]

Ovviamente nulla di personale contro l’esimio signor Barillacqua, ma è evidente che questa pagina non può rivestire alcun particolare interesse né utilità per un’enciclopedia come Wikipedia. Il tono di per sé è formalmente corretto e non presenta promozioni evidenti, ma è l’esistenza della voce stessa a essere promozionale: non indicando alcuna attività degna di nota svolta dal personaggio e non specificando perciò per quale motivo egli dovrebbe avere una voce tutta per sé.”

Vengono rievocati eventi editoriali come la pubblicazione del seminale “Cento colpi di spazzola”:
“Con la scelta di pubblicare il diario di una sedicenne in cerca di sé (…) il Publisher aveva fatto bingo. Grazie a quel romanzetto cochon e a distanza di poco tempo dalla sua fondazione… la casa editrice aveva spiccato il volo scalando ogni classifica e vendendo più di un milione di copie nel giro di pochissimi mesi… In quel turbinio di emozioni difficile da gestire, l’ormai Publisher a pieno titolo aveva perso la testa e persino suo figlio, Thomas, aveva un po’ sbandato con la bella pensata di innamorarsi di Melissa“
e naturalmente il lancio dei noti romanzetti seriali sui vampiri.
È nel corso di una convention della GD (Grande Distribuzione) a Portofino che Alice, ormai promossa dal fido Elido editor-in-chief della Fazi, prende la parola. A tal proposito la Di Stefano non manca di ricordare che “per accedere alla grande distribuzione occorre avere libri che vendono davvero… non per niente, gli unici autori invitati a Portofino sono tutti ex cantanti datisi all’autobiografia, attori, attrici, giornalisti TV, comici i cui brevi interventi durante la cena costituiscono degli sketch fenomenali e tuttavia pericolosi, visto che se sbagli una parola ti sei giocato tutto, altro che RAI. ”
Quell’anno a presentare il frutto delle loro fatiche c’erano niente popò di meno che Geppi Cucciari e Nada… e per la parvenue Alice, quella mattina, era stato un po’ “come entrare a Cartoonia…”
Publisher e editor, nel romanzo, non tubano soltanto, ma litigano anche. Per esempio a p. 136 lui le dice:
“Tesoro, smettila di parlare a vanvera e dedicati all’unica cosa che sai fare”. Seguono propedeutici strofinamenti sui divanetti e scopata finale.
Epperò: “dopo quasi un anno di rapporti pluriquotidiani, triplette, terzetti e scambi di coppia, lui, già a settembre, le dice: ‘Ormai anche il sesso tra noi non va’.”
Come viaggiatori, sono mossi più che altro dalla ricerca di ristoranti e alberghi in cui spendere tantissimo ottenendo pochissimo.
Il capitolo più divertente è “Io sono Keats”, dove non è chi non convenga con Alice:
“Fazi si sente John Keats, artista visionario di cui dice di aver capito quasi tutto e di cui si reputa l’assoluta, perfetta incarnazione. In realtà, i due in comune hanno solo le umili origini… ”
Ma l’autrice non si perita di trovargli un’attenuante:
“La passione per i versi era nata durante l’università, per contrasto con la facoltà scientifica prescelta e per riscattare forse il suo passato a Quintodecimo. Nei paeselli, da sempre, i versi rappresentano il simbolo di una vita agiata, trascorsa a non far niente, sempre seduti, al massimo con una penna in mano, esprimendo in solitudine il cosiddetto animo nobile. Comporre rime nel silenzio di una stanza anziché raccogliere pomodori sotto il sole era considerato il vertice cui aspirare fin da piccoli per evitare una vita altrimenti monotona e fastidiosa. Per un ragazzo cresciuto vicino all’orto, tra i grugniti dei maiali e le grida dei vicini, la poesia era la cosa più distante e perciò la più difficile da ottenere (dopo i soldi)…” (169-170)
A pag. 184 c’è forse il passo che meglio tradisce le segrete molle comportamentali della Di Stefano:
“Alice da piccola giocava a Barbie reginetta del ballo in cui, per aspirare a diventare tale, bisognava mettere insieme vestito, fidanzato, anello e distintivo del circolo (il più difficile da ottenere, per ovvie ragioni di lobby) prima di poter tentare la fortuna ai dadi, fare centro ed essere incoronata unica e assoluta REGINETTA DEL BALLO. “,
cui fa eco, a pag. 240:
“All’università… era in una situazione che dire difficile era poco… Anche la scorciatoia suggerita da qualcuno, che le aveva consigliato di cedere alle avance dei professori per fare carriera più velocemente, non aveva un granché funzionato: pur avendola perseguita, e a volte anche con gusto, non si era mai ritrovata in cattedra per questo, smuovendo l’amore gli oceani ma non evidentemente la burocrazia.”
A pag. 294, dopo aver rivangato le trascorse pratiche amorose (per lo più con un “pubblico di manovali, facchini, idraulici, imbianchini, skipper e persino un pornodivo, icona a livello internazionale”), aggiunge:
“Da tempo, infatti, a torto o a ragione, Alice sosteneva di essere ‘la più grande filosofa del mondo’ nonché l’unica, infallibile ‘dea dell’amore’.
Gli ultimi due capitoli raccontano, appunto, la capitolazione di Elido di fronte a tanta dea [“Come ti chiedo in sposa”] e il ménage vero e proprio [“Fazi marito perfetto”].

P.S. Riguardo al senso complessivo del libro… be’, posso dire che esso è chiaro almeno per Elido: dopo il libro di Cesarina Vighy, madre di Alice, e quello di Melissa, morosa del figlio di Fazi, un libro della moglie ci stava.

http://lucioangelini.iobloggo.com/1510/alice-di-stefano-pubblica-publisher


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