DON’T FEED THE ANTI-TROLL!!!

 
 
In mesi e mesi di blog sono stata invitata più volte a mettere in moderazione i commenti non in linea con le mie convinzioni, per non dimostrare di avere l’utero sceso. Le mie fotografie sono state ritoccate a colpi di Photoshop facendo sì che la mia testa troneggiasse sopra il corpo di una guerrigliera del NIE, di una giornalista del quotidiano La Repubblica dal nasino porcino, di Gianni Biondillo con megavagina di plastica tra le braccia. Sono stata definita vecchia, debosciata, incapace, sciatta, demagoga, pappamolla, post-moderna. E, soprattutto, fiancheggiatrice del libero pensiero. È la dura legge dell’anti-troll, cui nessuno sfugge, e noi blogger ancora meno. Chi interviene su un blog per dissentire rispetto al pensiero del titolare (questo fa un troll, almeno nella particolare accezione di certe blogstar accanite censuratrici) nutre la giusta convinzione che un blogger democratico e libertario non potrà respingerlo, ma dovrà tollerarne pazientemente le idee di qualunque segno esse siano, non importa se non conformi alle sue. E in effetti io le tollero: mi rifiuto di mettere in moderazione chicchessia, nella certezza di non avere alcuna supremazia di pensiero da salvaguardare. Non voglio mica diventare squallida come mia cugina, eccheccazzo! Ma è proprio qui che l’anti-troll sbotta, e parte a caccia dei simili, invocando repressione e censura. L’unione fa la forza, e moltiplica l’intolleranza. Prevenzione? Impossibile: perché l’anti-troll non è la ragazzina smanettona della vulgata: fra i miei, posso annoverare giornaliste boccolute, stalinisti bolognesi in tuta mimetica, esponenti delle terribili Brigate Ždanov, persino la nota prefica Girolamo. La difesa? Il consiglio migliore è quello della nonna: don’t feed the anti-troll, non nutrirlo, non rispondere, rendilo trasparente. L’anti-troll chiede attenzione, con maggiore o minore intensità a seconda della patologia (perché in moltissimi casi di patologia si tratta, a volte “di gruppo” come nel caso di certi collettivi interessati unicamente a vendere le proprie opere). Ignorare, ragazzi. E resistere… Viva la libertà. Abbasso la censura. Fanculo agli/alle intolleranti.

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