Archive for novembre 2009

COME CENSURARE ANGELINI E VIVERE FELICI

novembre 30, 2009

le guide dell'internets

“Ancora Angelini? Come censurare i commenti e vivere felici”

E’  il titolo di un saggio citato qui:

http://www.cabaretbisanzio.com/2009/03/31/alcune-cose/

La frase più divertente del post riguarda una considerazione di Loreppina/Lipperini:

Poi chiedo a Wu Ming 1 COSA NE PENSO e vi dico“.

(Immagine tratta dal blog ‘Cabaretbisanzio’)

PUZZA DI MERDA IN LIPPERATURA

novembre 20, 2009

Il nuovo libro di Wu Ming “ALTAI” è uscito appena il 16 scorso, ma la Lipperini – che a detta di molti è solo la quota rosa in incognito degli ex Luther Blissett,  – l’ha già letto, adorato e promozionato sia su La Repubblica che nel blog Lipperatura di oggi.

Commenta un certo Nicola Frau:

“No, io non lo leggerò Altai. Scusa, a che cosa serve quest’intervista? A promuovere il libro, a suscitare interesse e curiosità nei potenziali lettori (e non c’è niente di male, anzi: intervistatrice e intervistati non restano in superficie, ma discutono a fondo del libro, dell’idea – ideologia? – di letteratura che c’è sotto e di un mucchio di altre cose – non solo la storia vista dai vinti, lo so -, certo, da parte dell’intervistatrice non c’è una domanda provocatoria, una messa in dubbio, una domanda ficcante, ma poco importa): ecco, io, potenziale acquirente/lettore non sono stato minimamente catturato, affascinato ecc. da quanto detto. Aggiungo, peraltro, che ho già letto in passato parecchie opere di Wu Ming, senza rimanerne incantato, ma anzi, formandomi quell’idea che ho esposto sopra e che trovo confermata dalle parole degli autori in quest’ultima intervista.”

Subito l’ochetta Ekerot entra in allarme:

“I smell a troll.”

E la Lipperini, con le narici altrettanto dilatate:

“Anche io, Ekerot. Prevedibile.”

Di nuovo il povero Nicola Frau:


“Dunque, tutto ciò a me fa molto ridere. Per la prima volta decido di commentare su un blog, espongo le mie idee (mi pare pacatamente), mi firmo con nome e cognome e poi arriva uno che, per darsi un tono da intellettuale si firma Ekerot (ciccio, anche a me paice Bergman e anch’io, quand’ero piccino, mi trastullavo con un’iconografia mortifera à la Bataille, ma poi si cresce, eh…) e che non so manco chi sia e, poiché non mi straccio le vesti in segno di giubilo per l’ennesimo capolavoro dei cinque (che comunque, pur non apprezzandoli, rispetto), sostanzialmente dice che non esisto. Tu senti puzza di troll. Io di merda. E adesso buon divertimento, ché litigare attraverso una tastiera è grottesco.”

(Postato venerdì, 20 novembre 2009 alle 1:28 pm da Nicola Frau )

La comprensibile reazione di Nicola è stata immediatamente e ridicolmente CENSURATA. E non è la prima volta che la Lipperini toglie il DIRITTO DI REPLICA a chi ha dovuto subire sue ingiuste insinuazioni. Ma passiamo alla pseudo-intervista della Nostra. Dichiara la giornalista:

“Colpisce, anche rispetto a Manituana, la complessità e profondità dei personaggi femminili di Altai.”
.

Sicuramente, se Lucio Angelini non venisse puntualmente CENSURATO dalla titolare di Lipperatura, potrebbe evocare il post che in Cazzeggi Letterari dedicò il 5 aprile 2007 ai personaggi femminili di Manituana: “DONNE, DU DU DU, IN CERCA DI GUAI”

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11649702/DONNE,+DU+DU+DU,+IN+CERCA+DI+G

«Le donne strillavano e inveivano. Grida di donne. Le donne del campo li vessavano con calci, pugni e lanci di pietre. Le donne lo finirono a bastonate. Le donne lo presero a calci prima di pugnalarlo a morte. Molly, da sola, teneva testa ai guerrieri. Uomini e donne sguazzavano in pozzanghere d’alcol. La moglie scese le scale con in braccio un fucile. Susanna gli servì il pranzo. Margaret sputò nel fuoco. Tua moglie potrà farti una giacca per l’inverno. Donne nere cucinavano cibo, inseguivano bambini, sgobbavano bucato. La donna proseguì l’arringa. Le donne punteggiarono il discorso con cenni d’approvazione. Mary era di nuovo incinta. “Zucchero Fornaciari?”, chiese la serva. Judith dedicò al padre uno sguardo luminoso. La levatrice si inginocchiò sul pavimento. La partoriente era accasciata su una seggiola. Intorno alla sedia, le donne offrivano brodo di pollo e rum. Mary era sdraiata nel sangue. Nuda, immobile, il taglio che squarciava la pancia. Guy estrasse l’amuleto che la strega gli aveva venduto. Esther celava una forza singolare e primitiva. Per essere una donna minuta zia Nancy aveva una presa forte. Una donna deforme avanzò nella sala. “Anche le nostre donne sono ottime trasportatrici”, commentò Joseph. Di lui si prendeva cura Betty, detta “la Mangiona”. Ellie non aveva un braccio, ma in compenso la natura le aveva donato due minne spaventose. Trombone aveva ribaltato la gonna sopra la testa di Culona, le aveva infilato la fava e la sbatteva da dietro. Le mignotte, Culona più di tutte, scricciavano come aquile. La Regina, ormai prossima al parto, aveva scelto una veste rosa. Il manicomio di Santa Maria di Betlemme. La donna scoppiò a piangere. La donna continuava a piangere. La donna riprese a piangere. Spaventata dal suo stesso sangue, Esther si era nascosta nella legnaia. Fu allora che Betty capì la parte che aveva in commedia… quelle porcate con le minne che arrazzavano tanto i poldi rattusi. Palparsele, muoverle, scrollarle, portarle alla bocca e passarci sopra la lingua, le solite sguanate. Nerchie di tutte le fogge e misure, staccate dalle figure dei loro padroni, rette da granfie giganti, questo vedeva. Lei s’era sborsata le minne, le aveva apparecchiate sul davanzo e s’era messa a sgolare un’aria porca, di quelle che le senti e hai già voglia di ficcare. Susanna si affrettò a portare cibo caldo. Mi chiamo Esther Johnson, figlia di Mary, nipote di William. Questa è la terra dove sono nata, questa è la mia gente. Esther scese dai bastioni con gli occhi che bruciavano per aver scrutato l’orizzonte tutto il giorno. Molly guidò il convoglio verso Fort Niagara. Quando Donna della Terra sognò per la prima volta, fertili campi nacquero da quel corpo rigoglioso. Una nuvola da occidente prese diverse forme per compiacerla, finché non divenne un giovane uomo. Donna della Terra si innamorò all’istante e desiderò avere l’uomo nuvola dentro di sé. Anche le altre donne chiesero figli e mariti. Nessuna scelse di dare la morte. “Come va la guerra?” chiese Molly. Esther si avvinghiò a lui, respirando il suo respiro. Son qui, respiro il tuo respiro, son l’edera legata al tuo cuor. Non c’è saccheggio senza stupro. I cadaveri delle donne sembravano vuoti manichini. Esther pensò alla vita che l’attendeva e al mondo nuovo che avrebbero costruito, nel Giardino al centro dell’Acqua. Le Mille Isole. Manituana. “I’ll think of it all tomorrow, at Manituana”, si disse. “I can stand it then… After all, tomorrow is another day.”»  (Collage da ‘Manituana’)

(Immagine da http://kappacattiva.splinder.com/post/13698364 )

AGGIORNAMENTO

La Lipperini, dopo la nascita di questo blog, è in parte tornata sui propri passi. Ha re-inserito la replica di Nicola (per far vedere quanto è democratica, immagino), ma non il proprio stesso commento a proposito del fiutare un troll. Insomma è riuscita a CENSURARE persino se stessa. Davvero indeFESSA, non trovate?

Ovviamente il commentarium resta rigorosamente sbarrato al sottoscritto.

“Poche persone riescono a far montare la Lipp’Erinni su tutte le Erinni (o Furie) come il titolare di questo blog… ” scrivevo qui:

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19926597

Hello world!

novembre 20, 2009

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