PUZZA DI MERDA IN LIPPERATURA

Il nuovo libro di Wu Ming “ALTAI” è uscito appena il 16 scorso, ma la Lipperini – che a detta di molti è solo la quota rosa in incognito degli ex Luther Blissett,  – l’ha già letto, adorato e promozionato sia su La Repubblica che nel blog Lipperatura di oggi.

Commenta un certo Nicola Frau:

“No, io non lo leggerò Altai. Scusa, a che cosa serve quest’intervista? A promuovere il libro, a suscitare interesse e curiosità nei potenziali lettori (e non c’è niente di male, anzi: intervistatrice e intervistati non restano in superficie, ma discutono a fondo del libro, dell’idea – ideologia? – di letteratura che c’è sotto e di un mucchio di altre cose – non solo la storia vista dai vinti, lo so -, certo, da parte dell’intervistatrice non c’è una domanda provocatoria, una messa in dubbio, una domanda ficcante, ma poco importa): ecco, io, potenziale acquirente/lettore non sono stato minimamente catturato, affascinato ecc. da quanto detto. Aggiungo, peraltro, che ho già letto in passato parecchie opere di Wu Ming, senza rimanerne incantato, ma anzi, formandomi quell’idea che ho esposto sopra e che trovo confermata dalle parole degli autori in quest’ultima intervista.”

Subito l’ochetta Ekerot entra in allarme:

“I smell a troll.”

E la Lipperini, con le narici altrettanto dilatate:

“Anche io, Ekerot. Prevedibile.”

Di nuovo il povero Nicola Frau:


“Dunque, tutto ciò a me fa molto ridere. Per la prima volta decido di commentare su un blog, espongo le mie idee (mi pare pacatamente), mi firmo con nome e cognome e poi arriva uno che, per darsi un tono da intellettuale si firma Ekerot (ciccio, anche a me paice Bergman e anch’io, quand’ero piccino, mi trastullavo con un’iconografia mortifera à la Bataille, ma poi si cresce, eh…) e che non so manco chi sia e, poiché non mi straccio le vesti in segno di giubilo per l’ennesimo capolavoro dei cinque (che comunque, pur non apprezzandoli, rispetto), sostanzialmente dice che non esisto. Tu senti puzza di troll. Io di merda. E adesso buon divertimento, ché litigare attraverso una tastiera è grottesco.”

(Postato venerdì, 20 novembre 2009 alle 1:28 pm da Nicola Frau )

La comprensibile reazione di Nicola è stata immediatamente e ridicolmente CENSURATA. E non è la prima volta che la Lipperini toglie il DIRITTO DI REPLICA a chi ha dovuto subire sue ingiuste insinuazioni. Ma passiamo alla pseudo-intervista della Nostra. Dichiara la giornalista:

“Colpisce, anche rispetto a Manituana, la complessità e profondità dei personaggi femminili di Altai.”
.

Sicuramente, se Lucio Angelini non venisse puntualmente CENSURATO dalla titolare di Lipperatura, potrebbe evocare il post che in Cazzeggi Letterari dedicò il 5 aprile 2007 ai personaggi femminili di Manituana: “DONNE, DU DU DU, IN CERCA DI GUAI”

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11649702/DONNE,+DU+DU+DU,+IN+CERCA+DI+G

«Le donne strillavano e inveivano. Grida di donne. Le donne del campo li vessavano con calci, pugni e lanci di pietre. Le donne lo finirono a bastonate. Le donne lo presero a calci prima di pugnalarlo a morte. Molly, da sola, teneva testa ai guerrieri. Uomini e donne sguazzavano in pozzanghere d’alcol. La moglie scese le scale con in braccio un fucile. Susanna gli servì il pranzo. Margaret sputò nel fuoco. Tua moglie potrà farti una giacca per l’inverno. Donne nere cucinavano cibo, inseguivano bambini, sgobbavano bucato. La donna proseguì l’arringa. Le donne punteggiarono il discorso con cenni d’approvazione. Mary era di nuovo incinta. “Zucchero Fornaciari?”, chiese la serva. Judith dedicò al padre uno sguardo luminoso. La levatrice si inginocchiò sul pavimento. La partoriente era accasciata su una seggiola. Intorno alla sedia, le donne offrivano brodo di pollo e rum. Mary era sdraiata nel sangue. Nuda, immobile, il taglio che squarciava la pancia. Guy estrasse l’amuleto che la strega gli aveva venduto. Esther celava una forza singolare e primitiva. Per essere una donna minuta zia Nancy aveva una presa forte. Una donna deforme avanzò nella sala. “Anche le nostre donne sono ottime trasportatrici”, commentò Joseph. Di lui si prendeva cura Betty, detta “la Mangiona”. Ellie non aveva un braccio, ma in compenso la natura le aveva donato due minne spaventose. Trombone aveva ribaltato la gonna sopra la testa di Culona, le aveva infilato la fava e la sbatteva da dietro. Le mignotte, Culona più di tutte, scricciavano come aquile. La Regina, ormai prossima al parto, aveva scelto una veste rosa. Il manicomio di Santa Maria di Betlemme. La donna scoppiò a piangere. La donna continuava a piangere. La donna riprese a piangere. Spaventata dal suo stesso sangue, Esther si era nascosta nella legnaia. Fu allora che Betty capì la parte che aveva in commedia… quelle porcate con le minne che arrazzavano tanto i poldi rattusi. Palparsele, muoverle, scrollarle, portarle alla bocca e passarci sopra la lingua, le solite sguanate. Nerchie di tutte le fogge e misure, staccate dalle figure dei loro padroni, rette da granfie giganti, questo vedeva. Lei s’era sborsata le minne, le aveva apparecchiate sul davanzo e s’era messa a sgolare un’aria porca, di quelle che le senti e hai già voglia di ficcare. Susanna si affrettò a portare cibo caldo. Mi chiamo Esther Johnson, figlia di Mary, nipote di William. Questa è la terra dove sono nata, questa è la mia gente. Esther scese dai bastioni con gli occhi che bruciavano per aver scrutato l’orizzonte tutto il giorno. Molly guidò il convoglio verso Fort Niagara. Quando Donna della Terra sognò per la prima volta, fertili campi nacquero da quel corpo rigoglioso. Una nuvola da occidente prese diverse forme per compiacerla, finché non divenne un giovane uomo. Donna della Terra si innamorò all’istante e desiderò avere l’uomo nuvola dentro di sé. Anche le altre donne chiesero figli e mariti. Nessuna scelse di dare la morte. “Come va la guerra?” chiese Molly. Esther si avvinghiò a lui, respirando il suo respiro. Son qui, respiro il tuo respiro, son l’edera legata al tuo cuor. Non c’è saccheggio senza stupro. I cadaveri delle donne sembravano vuoti manichini. Esther pensò alla vita che l’attendeva e al mondo nuovo che avrebbero costruito, nel Giardino al centro dell’Acqua. Le Mille Isole. Manituana. “I’ll think of it all tomorrow, at Manituana”, si disse. “I can stand it then… After all, tomorrow is another day.”»  (Collage da ‘Manituana’)

(Immagine da http://kappacattiva.splinder.com/post/13698364 )

AGGIORNAMENTO

La Lipperini, dopo la nascita di questo blog, è in parte tornata sui propri passi. Ha re-inserito la replica di Nicola (per far vedere quanto è democratica, immagino), ma non il proprio stesso commento a proposito del fiutare un troll. Insomma è riuscita a CENSURARE persino se stessa. Davvero indeFESSA, non trovate?

Ovviamente il commentarium resta rigorosamente sbarrato al sottoscritto.

“Poche persone riescono a far montare la Lipp’Erinni su tutte le Erinni (o Furie) come il titolare di questo blog… ” scrivevo qui:

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19926597

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42 Risposte to “PUZZA DI MERDA IN LIPPERATURA”

  1. Ghega Says:

    Uh, mi sembra che di rispetto per il genere ce ne sia parecchio, sfoggio di luoghi comuni e di appiattimento ai ruoli, diversi, ma sempre quelli. Veri paladini del machismo. Buon per loro.
    I distinguo li lascio alla Lippa, che nel gioco “qui i buoni e qui i cattivi” dimostra di avere una metodologia dottrinale.

    Ben tornato:-)

    Ghega

  2. lapeperini Says:

    Ciao Ghega. Ho dovuto cambiare l’immagine della narice del naso della Lipperini (che fiuta troll dovunque si parli male dei Wuming) perché “protetta da copyright” (su espressa richiesta dell’autrice). Questa mi pare più consona al recente hobby della Lippa: tagliare la lingua a chi non è d’accordo con le sue posizioni.

  3. J.Tevis Says:

    Super Lucio, eccoti di nuovo in azione!
    Son contento di ritrovarti, vecchio mio. L’energia non ti manca, saranno tutte le scarpinate che fai in montagna…🙂

  4. paolo ferrucci Says:

    Ciao Lucio, allora sei migrato in wordpress: hai fatto bene, è una piattaforma coi fiocchi.
    Tieni duro, anch’io avrei bisogno di un’iniezione di “irriducibilità”, chissà se me ne puoi instillare un po’…
    Un saluto.

  5. lapeperini Says:

    Ciao Paolo. Ovviamente si tratta di oziosi giochi di rete (smascheramento dei tromboni pseudo-democratici). Da un lato trovo effettivamente demenziale da parte della Lipperini comportarsi come si sta comportando. Non ne avrebbe nessun bisogno e si dà la zappa sui piedi da sola. Dall’altro, se si sente pronta per una militanza nel Pdl… tutto sommato, chissenefrega?

  6. Ghega Says:

    Ciao Lucio.
    La Lippa è pronta a traghettarci in un mondo in cui alla censura sarà cambiato il nome. Ed è brava a farci digerire il boccone. Ha già operato un distinguo fondamentale: non è lei a censurare, sono gli altri a romperle i sacrosanti, oppure, più subdolamente, i commenti non sono pertinenti. Su questo ha raccolto consenso legittimando l’idea che un po’ di censura sia buona e salutare, per lei e per noi. In sintesi, la sdogana.
    Chi lavora da sempre nei media di vecchia e nuova generazione, non può avere ingenuità sul significato delle proprie azioni mediatiche, soprattutto se viene dall’area radicale.

    Ghega

  7. paolo ferrucci Says:

    Sapete cosa mi ricorda quest’atteggiamento? I temi della trasmissione Report di ieri sera: un governo che non mette il Parlamento in condizioni di controllare e discutere e emendare – laddove serva – le leggi preparate dall’esecutivo. Uno “sdoganamento” della censura che si sta espandendo a macchia d’olio.

  8. lapeperini Says:

    @ ghega & paolo. pensate che, attraverso facebook, mi sono messo in contatto con nicola frau, il quale mi ha chiarito: “Ovviamente, mi avevano scambiato per te, ma io sono me e nonostante dal mio cognome si possa pensare che sia una Signora che prende il tè, in realtà sono un sardaccio, tiè!”
    Trooooooppo simpatico, no? Altro che troll. I veri troll sono Wu Ming e la fida scudiera Lippa Panza

  9. Niccolo' Says:

    Evvai, Lucio! Calci in culo alla Lippa (e di riflesso ai Sovrautoriali WuMinghia & co)!

  10. Katsuya Says:

    se è condividisibile la crociata contro la lipperini, che censura e manipola i commenti del suo blog, non capisco questo accanimento contro i wu ming, mi pare che non ci stai facendo una bella figura ora che la storia del NIE è finita, in fin dei conti quelli si limitano a scrivere i loro libri e promuoverli. e se la loro prosa non sarà eccezionale, d’altronde loro hanno sempre avuto l’onestà di porsi come narratori popolari.

  11. Katsuya Says:

    (altra cosa: visto che te la prendi per i commenti cancellati/censurati, sarebbe doveroso che qui fossero liberi!)

  12. lapeperini Says:

    @ Katsuya. Da quel che ho capito, WordPress mette in moderazione un commentatore solo la prima volta che posta, poi non più. Quanto ai Wu Ming, anzi al gran drittone Wu Ming 1, ti rimando al post:
    http://lucioangelini.splinder.com/post/17037784/NEO-EPICHE+REAZIONI+AL+POST+DI

    in cui si è tolto la maschera (dopo anni di scambi amichevoli) per degradarmi a troll nel suo specifico senso di “commentatore che non ci apprezza come noi wuming ci aspetteremmo”. Un po’ come ha cercato di squalificare tutti i critici colpevoli di non essere caduti nella bufala del NIE.
    Vedi:
    http://lucioangelini.splinder.com/post/20100370/LA+BEFFA+A+CASTELVECCHI+EDITOR

    Ciao

  13. p. ferrucci Says:

    Una notazione, Lucio: per impostare i commenti, variando il settaggio di base di WordPress, nella bacheca vai a:
    impostazioni > discussione
    e lì puoi sistemarli a piacere (togliendo ad es. la coda di moderazione).

  14. p. ferrucci Says:

    Ma molti la lasciano, ovviamente.

  15. lapeperini Says:

    OK. Grazie. Spero di non aver fatto casini. Pensa che la Lipperini, dopo questo post, ha censurato persino se stessa (il commento in cui dichiarava di sentire odore di troll, visto che Nicola Frau non apprezzava a dovere i Wu Ming)!

  16. p. ferrucci Says:

    Roba da matti. Chi dovrebbe avere la massima dimestichezza col mezzo, poi cade nelle banali trappole emotive (anche in questo mi ricorda Berlusconi). Comunque, prima che nascesse la diatriba di cui parliamo, quasi non sapevo chi fosse, poiché da una dozzina d’anni non leggo più i giornali, salvo qualche occhiata di sfuggita se me li trovo davanti. Di questo passo, temo che buona parte della casta dei giornalisti dovrà cavarsi lo stipendio da qualcos’altro.

  17. lapeperini Says:

    Mi è stato segnalato il libro “L’informazione letteraria nel web”, di Giulia Iannuzzi, dove, nel capitolo “Lipperatura”, dedicato al blog della Lippa, leggo a pag. 159:

    “Con un’ultima annotazione vogliamo verificare la risonanza [e te credo, ormai la Lippa è considerata il megafono ufficiale dei Wu Ming su Repubblica e in rete!, n.d.r.] che su Lipperatura ha avuto, nel 2008, il dibattito sul saggio di Wu Ming 1 ‘New Italian Epic’… In coda all’articolo, tra i commenti interveniva anche Wu Ming 1, interloquendo con Lucio Angelini e altri lettori sul tema delle traduzioni da altre lingue in lingua inglese e sul concetto di ispirazione… oltre a Lucio Angelini, ***i cui toni polemici vanno inasprendosi nonostante le ammonizioni di Lipperini***… Lipperini interviene… ***in un caso anche censurando un intervento***, evidentemente ritenuto offensivo o irrispettoso della discussione…”

    Non poteva immaginare, la povera Iannuzzi, che gli interventi censurati dalla smodata moderatrice assommavano in realtà a svariate centinaia o che la stessa sarebbe presto arrivata alla DEFENESTRAZIONE DEFINITIVA E PERPETUA del più irriducibile denunciatore della BUFALA del New Italian Epic.

  18. p. ferrucci Says:

    La lotta alle lobbies è da sempre un compito arduo, in tutti i campi. In ogni settore c’è chi cerca di assumervi posizioni dominanti grazie a intrecci e collegamenti e comportamenti scorretti: dall’edilizia (forse il settore principe) alle assicurazioni (te le raccomando pure quelle), all’energia, ai servizi, alla comunicazione ecc. Il fair play quasi non esiste (il “quasi” lo metto per puro idealismo), e le attività per affermarsi in campo letterario non fanno eccezione.
    Nel caso specifico, però, penso che la promozione così insistita di autori amici e sodali, addirittura censurando ed escludendo i dissenzienti, in quella sede intendo, non sia di particolare effetto. WM si è saputo muovere in grande stile, in ambiti molto ampi e capillari – al punto che potrebbe fare scuola -, e se anche in quello specifico blog non se ne fosse parlato mai, i loro risultati di popolarità e di vendita sarebbero esattamente gli stessi. Tanta fatica per nulla, insomma.

  19. lapeperini Says:

    @ Ferrucci. La bravura dei WM è stata soprattutto quella di assicurarsi l’Einaudi e la sua distribuzione. Tutto il resto del lavoro (almeno quello recente) è stato quasi inutile, in molti casi addirittura controproducente (alludo alla stronzata del NIE, soprattutto). Se WM 1 tacesse in rete, per esempio, sarebbe quasi meglio per l’intero gruppo. Non ho nessuna difficoltà ad ammettere il talento individuale e/o potenziale di ciascuno dei componenti il Collettivo. Di qui a fidarmi delle loro dichiarazioni poetiche o poietiche o mitopoietiche, però, ce ne corre… Sono solo dei grandissimi drittoni con il malcelato culto dell’Autorialità (finché riguarda loro stessi, almeno). Quanto alla Lippa, ribadisco, è ormai ridotta a mero ‘angelo del ciclostile’ dei Bolognesi, almeno a mio avviso. Ciao

  20. p. ferrucci Says:

    Su certi punti sono d’accordo. Ad esempio, il talento individuale/potenziale: il romanzo “Q” è stato quasi epocale, secondo me, un libro che mi ha conquistato per la sua forza. Poi, dal cambio di nome in poi, s’è visto il cambiamento. Senza dubbio, l’apparato che hanno costruito col loro sito è una specie di corazzata che li ha portati avanti con grande efficacia; notevole poi l’iniziativa della libera riproducibilità e fruibilità dei loro testi (rivoluzionari, no?). Col NIE – ultima vera offensiva per domare il mercato e metterlo ai loro piedi – può darsi che abbiano fallito, almeno qui in Italia. Ma la furbata di farsi invitare a tener conferenze nei dipartimenti d’italianistica di sperdute università americane, quella è stata geniale, non trovi? Che ne sanno, là in America, che il NIE in Italia nessuno sa cos’è? Questa è stata la vera furbata.
    Più debole, per non dire balorda, l’iniziativa di costruire uno pseudo-apparato critico in rete raccogliendo i post di qualsiasi sconosciuto blogger che parlasse di loro, anche se aveva aperto il blog il giorno prima e ci aveva fatto solo un ruttino: va da sé questi soggetti finivano per improvvisare recensioni e commenti solo per essere compendiati in quel ridicolo apparato. Sono anche d’accordo sul fatto che se WM1 tacesse in rete ne gioverebbe la loro immagine: intendo gli interventi che si ostina a fare in tutti i luoghi in cui sono chiamati in causa. Questo iperattivismo è controproducente e li squalifica: se davvero ci fosse Autorialità, la si dovrebbe costruire/mantenere in altro modo, non certo presenziando a destra e a manca in quel modo. Mi sembra che nella loro foga per “essere innovativi” son passati di là, andandosi a impantanare.
    Qualche lezione di strategia non gli farebbe male, secondo me.

  21. p. ferrucci Says:

    PS: il talento riferito a “Q” è ovviamente collettivo.
    Ciao

  22. p. ferrucci Says:

    Errata corrige: “ne trarrebbe giovamento” la loro immagine.

  23. lapeperini Says:

    @ Ferrucci. “Che ne sanno, là in America, che il NIE in Italia nessuno sa cos’è? Questa è stata la vera furbata.”

    Vedi:
    http://www.lucioangelini.splinder.com/post/18938364

    Mi racconta in privato un amico: “Un giorno mi imbatto in un commento dal suono familiare, lo trovo in un sito in cui si parla di [omissis]… Leggo tutto, mi cerco il nick in rete e ne trovo altri, cerco ancora e ne trovo altri in diversi siti “scomodi”. Il tratto familiare, scrittura già letta, la costruzione di un personaggio al limite della credibilità. Raccolgo i siti nei quali riscontro la stessa matrice e arrivo ad almeno dieci nick diversi fatti da un’identica mano, me li annoto sperando che le pagine non scompaiano. Conto i commenti, sono molti, troppi per un gioco dilettantesco, ci vogliono ore di lavoro per mettere su un impianto di quel tipo. Quando l’occhio è allenato, mi accorgo anche di un cambio di registro, di un falso dialogo tra nick e nick (una strategia atta a creare il buono e il cattivo, il giovane e il vecchio, il maschio e la femmina, il ricco e il povero), le due voci tra le quali il lettore deve scegliere per chi parteggiare e, una volta decisa la fazione, attribuire all’uno o all’altro una sorta di fiducia istintiva (vuoi per un maltrattamento subito dall’uno, vuoi per l’arguzia e la brillantezza della trattazione dell’altro, vuoi per una storia lacrimevole imbastita lì per lì).”

    Gli ho risposto: “*** è specializzato nel creare finti dibattiti con interlocutori inventati da lui stesso a seconda della bisogna.”

    Comunque ho appena fatto una scoperta sconvolgente: “Altai” sembra scritto da Valerio Evangelisti:- )

  24. Iannozzi Says:

    Sicuro che non leggerò Altai né altre cose dei Wu Ming.
    Per quanto mi riguarda possono morire di fame, e glielo auguro in tutta sincerità.

    Cattiveria?

    Fossero stati onesti e non dei disonesti, mascherati, l’incarnazione fatta del tipico troll sputando a destra e manca contro presunti troll, allora… Ma giacché sono LORO il peggio che si possa incontrare in rete, e nella vita reale, non vedo perché dovrei disturbare i miei occhi per leggere un libro di simili personaggi, che di trasparente non hanno nulla di nulla, tranne il fatto che gli piace gridare di essere innocenti bravi, il massimo dei massimi, la letteratura la narrativa e l’appencicite, che stiano pure dove sono, non sui miei scaffali.

    Gli ho dato un’occhiata in libreria: mi pare scritto in maniera pessima, che con Q non ha niente a che vedere, tranne quella ridicolissima fascetta che editore e autori hanno messo in bella vista, giusto per farci capire che i Wu Ming hanno scritto un bel romanzo 15 anni or sono e che oggi hanno fame e bisogno di soldi per cui hanno scritto il seguito. Sono due lavori agli antipodi! La scrittura è diversissima, Q e questo Altai sembrano esser stati scritti da due collettivi diversi, o da altri ghost writers o non si sa bene da chi altri. 400 pagine con larga interlinea, dialoghi rabberciati, stile a dir poco oltre il minimalismo, da bambini delle elementari. Ho lette poche pagine, ma abbastanza per rendermi conto che questo Altai spacciato per il proseguo di Q di 15 anni or sono è diverso, completamente: par scritto da non-si-sa-bene-chi. Direi che la mia già poca curiosità è stata ampiamente soddisfatta dalla lettura di poche pagine in libreria: non spenderò altro tempo, neanche per dar credito al mio prurito di curiosità.

    La Vostra eccetera eccetera è più eccetera eccetera che altro, nel senso che leggere il suo blog, quando capita, è una vera pena, anzi è un infliggersi una pena: commenti tutti uguali, di gente che si nasconde dietro improbabili nick e che parla sempre bene dei libri e degli autori che piacciono alla signora eccetera eccetera. La Vostra non ha proprio a cuore i suoi lettori, se non per censurare quelle poche voci che invano tentano di dire con ragione critica qualche cosa sul suo blog. E’ tempo sprecato passare di là e impegnarsi in un commento, quando si sa sin dall’inizio che verrà cancellato, tranne nel caso uno si produca in una slinguazzata che manco Vespa a Porta a Porta.

    La signora eccetera eccetera ha in sospetto chiunque e purtroppo censura chiunque non sia IN LINEA CON LA SUA LINEA DI PENSIERO. Non serve, semplicemente non serve impegnare delle energie su un blog così.

  25. lapeperini Says:

    @ Iannozzi. Sempre rancoroso! Pensavo avessi apprezzato almeno la scena dell’ejaculatio precox…

    “Quasi correndo infilai la scala e salii fino a un corridoio. Su una soglia, in controluce, una sagoma femminile. Aguzzai la vista e mi accorsi che era già svestita. Nuda come appena venuta al mondo. Mi avvicinai, la spinsi su un letto largo e basso. Il lenzuolo odorava di fresco, come lei. Una lampada alla mia destra, un’onda di capelli scuri, mani abili che mi sbottonavano e stringevano. La feci stendere, ma troppo tardi. Imprecai a voce bassa, guardando giù. Il membro floscio, vuoto, il seme a impiastricciarmi pube e addome. Seme uscito in fretta e furia, giusto il tempo di abbassarmi i calzoni. Seme che si era liberato senza aspettarmi. Si era liberato, lasciando me in catene. Mentre la donna si alzava sentii l’imbarazzo, il dubbio se parlare, se dire qualcosa, oppure scivolare via, subito, svanire.”

  26. Iannozzi Says:

    Troppo precoce, Signora Laperini.😀 Sembra uno di quei brani che trovo scritti su tanti e tanti blog di adolescenti alle prime armi, un po’ fascistoidi con la pretesa di fare la jidad fra le gambe della prima che gli passa sotto.😉

    Il rancore fa bene a venire, meglio se precoce perché covarlo fa male all’animo e al corpo. Ma perlomeno io ho il buon gusto di non spacciarmi per santo a differenza di robertino e compagnetti di merendine.

    Ma io mi chiedo, una che ha fatto la battaglia contro le fascette come fa a promuovere un librettino che c’ha la fascetta? La risposta viene da sé: la fascetta va bene purché sia robertino e compagnucci ad indossarla, perché loro c’hanno la linea adatta, in stile libero, mentre gli altri… che tempi di cacca.😦

  27. collettivopanza Says:

    Magnifico.

  28. Sandro Says:

    Ma come fa Iannozzi a dire “Sono due lavori agli antipodi! La scrittura è diversissima, Q e questo Altai sembrano esser stati scritti da due collettivi diversi” se poco prima ha affermato “Sicuro che non leggerò Altai né altre cose dei Wu Ming”???

  29. BOCL N. 35 (BOOK E BLOOK 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lapeperini.wordpress.com/2009/11/20/puzza-di-merda-in-lipperatura/ […]

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