ORRORE IN RETE. NAZIONE INDIANA NON CENSURA CIÒ CHE LIPPERATURA AVREBBE DILIGENTEMENTE OSCURATO…

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Il 31 dicembre 2009 Nazione Indiana si è occupata del romanzo “Le teste” di Giuseppe Genna, ospitando una recensione di FLAVIO SANTI che iniziava così:

“Senza timore di smentita pensiamo di essere stati i primi pubblicamente (sul sito di pordenonelegge.it e su rivista) ad avere preso sul serio Giuseppe Genna quando molti facevano spallucce di fronte ai suoi pseudothriller, incapaci di vedere le orbite di senso che via via si inanellavano come implacabili segnaletiche dei nostri tempi “devastati e vili”, per citare un altro suo titolo di imminente riedizione. Adesso, com’è giusto, Genna è uno scrittore a 360°, di punta, ma non dimentichiamoci che fino a qualche anno fa la maggior parte di coloro che ora fanno carole festanti intorno a lui non esitava a bollarlo riduttivamente come scrittore di genere… ” (Eccetera).

Nel commentarium tale Nicky Lismo ha ricordato la recensione che Giuseppe Genna pubblicò a sua volta,  il 15 novembre 2006, per un libro di Flavio Santi:

L’eterna notte dei Bosconero raggiunge apici di altissima levatura, anche grazie a uno stile inarrivabile, che dovrebbe mettere a tacere gli adepti della maniera Gadda, perché qui ci troviamo, senza peso per chi legge, all’incrocio più alto degli ultimi anni tra prosodia prosastica e poetica” – “L’eterna notte dei Bosconero è una meditazione di ineffabile teologia negativa e, al tempo stesso, antispiritualista e antimaterialista, condotta da un autore che, oltre a comprovate capacità poetiche e sapienze critiche, assomma competenze apparentemente distanti, in una colossale dote personale da portare alle mistiche nozze narrative col lettore” – “Non è qui la sede per stendere un saggio su questo libro: saggio che meriterebbe, sia chiaro. Mi limito a un accalorato invito: comprate e leggete L’eterna notte dei Bosconero di Flavio Santi, perché è uno dei libri più memorabili della nostra stagione”.

Figuriamoci se la censora Lipperini avrebbe tollerato un pro-memoria così irriguardoso verso una delle divinità del suo olimpo personale… Quanto al commento di LUCIO ANGELINI, va senza dire che sarebbe stato filtrato “a prescindere”. Eccolo:

“A parte il trombonismo congenito di Genna come persona che si crede Autore con la A maiuscola (come tutti quelli che fingono di giocare alla sottrazione dell’Autore, tipo lo sboronissimo Robertino Bui), a me fino a oggi, di Genna ha convinto solo “L’anno luce”. Insomma le potenzialità ci sarebbero anche, ma la nostra giovane – anzi ormai stagionatella – promessa delle lettere dovrà ancora tanto, ma tanto asciugarsi… se vorrà arrivare da qualche parte.

P.S. A proposito delle “orbite di senso” citate da Santi, si sa quanto il Genna si compiaccia del verbo “esorbitare”. Leggendo la sua rece, Genna non avrà potuto che osservare come Alberto Sordi: “Spaghetti!… mi avete provocato, e io mo’ ve magno!”

Meno male che in rete non c’è solo LIPPERATURA… *-°

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