Archive for giugno 2010

INFINOCCHIARE LA LIPPERINI

giugno 29, 2010

«Ieri la maestra Lipperina aveva di nuovo voglia di aprire il suo magico giardino d’infanzia ai petulanti bambini Wu Ming e d’accordo con loro ha inscenato un finto dibattito su scrittori di successo e scrittori che si concentrano su qualità e sperimentazione [sperimentazione de che???].
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Subito è intervenuto Wu Ming 4 che ha  pontificato:
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“A cosa serve contrapporre alla ‘società letteraria’ – prigioniera degli automatismi commerciali e mediatici – una fantomatica ‘letterarietà’?… Il problema è essere considerati, accettati, patentati, lasciati liberi di scrivere o non piuttosto il fare comune, costituire e allargare, con ogni mezzo praticabile, comunità di lettori attivi?.” 
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E più giù, con la solita pratica dell’auto-incensamento:
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“I luddisti cinesi come WM affidano tutto a recensioni, blog, radio, MP3, ore di treno su e giù per la penisola… I nostri dati sono confortanti… non quelli di vendita, ma quelli relativi ai download dei nostri libri in rapporto ai dati di vendita (consultabili sul nostro sito). Perché… noi pratichiamo il copyleft e regaliamo gratis i testi dei nostri romanzi. Interessa la ricerca sul campo? La critica pratica all’industria editoriale?”
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A quel punto è intervenuto un bambino scrofoloso che la maestra Lipperina ama quasi come Borghezio ama i bambini rom:
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> “allargare, con ogni mezzo praticabile, comunità di lettori attivi”.
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I mezzi praticabili [per chi ha già una potente macchina editoriale come l’Einaudi alle spalle, N.d.R.] comprendono Twitter ma non Facebook, la radio ma non – chissà perché – la tivù, oltre alla mobilitazione delle solite disponibili squaw in Repubblica e Unità. Davvero incomprensibile la ricerca wuminghiana di una purezza ormai tutta di facciata, dato che gli scaricamenti gratuiti delle loro opere servono essenzialmente, come è stato più volte e proprio da loro stessi dimostrato, a incrementare il tam tam e di conseguenza le VENDITE. Ahimè, nacquero rivoluzionari, sono oggi dei vecchi pompieri sfiatati capaci di infinocchiare al massimo la Lipperini.”
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Ovviamente la maestra Lipperina ha subito preso il bambino scrofoloso per le orecchie e l’ha buttato fuori dalla classe.»

 

Immagine da http://www.chartingnature.com/img%5Cbotanicals%5C7505-Childern-Playing.jpg

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LIPPERINI ACIDA

giugno 25, 2010

(Venezia, Giudecca. Chiesa delle Zitelle)

Oggi la mia adorabile cuginetta parlava di zitelle nel suo blog.

Ho commentato:

“Be’, io sono uno zitello delle lettere, sempre più scettico, ormai, sulla possibilità di incontrare un giorno l’editore della mia vita. Ma confesso che anche vivere da single – in tal senso – non è male. Non dev’essere piacevole, infatti, vivere con il perpetuo assillo di dimostrare al proprio editore che ha investito bene i suoi soldi. Quanto alle altre forme di zitellaggio, suvvia, il discorso è superato. Meglio soli che male accompagnati.”

(Postato venerdì, 25 giugno 2010 alle 9:20 am da Luc Ang”)

E’ apparsa la scritta:

Il tuo commento è in attesa di approvazione

Dopo varie ore sono andato a vedere se la moderazione era cessata, ma niente. Allora ho inviato un secondo commento:

“Tu zitella non sei, ma della zitella dell’immaginario hai sicuramente tutta l’acidità”

(Postato venerdì, 25 giugno 2010 alle 12:26 pm da Luc Ang)

Stavolta il commento è stato fatto apparire, così ho dovuto inviare un terzo commento che lo giustificasse:

“La battuta sull’acidità era motivata dalla censura dell’intervento precedente”

(Postato venerdì, 25 giugno 2010 alle 2:44 pm da Luc Ang)

Ma la spiegazione non è stata lasciata passare. Indovinate perché…

(Immagine da http://www.scalabovolo.org/img/jpg/zitelle.jpg )

IL SOGNO DI PATATANIA

giugno 22, 2010
 
 
        
                                       IL SOGNO DI PATATANIA
       
                                                         
I had a dream… ho fatto un sogno”, farfugliò un mattino il signor Bozzi, svegliandosi tutto eccitato.
“Che sogno?”, gli domandò sua moglie, tutt’altro che incuriosita.
“Il sogno di Patatania.”
Patatania? E che roba è?”
“Hai presente il fiume Patato?”
“Ho presente.”
“Be’, ho sognato che i popoli oppressi delle sue sponde facevano la rivoluzione e si staccavano dall’odiato Resto del Paese. Avevano ben diritto ad arrangiarsi per conto loro!”
“Popoli oppressi? E da chi, scusa? Non parliamo tutti la stessa lingua? Non viviamo tutti dentro gli stessi confini? Non siamo cresciuti guardando tutti gli stessi programmi televisivi… be’, si fa per dire. E poi… “
“E poi?”
“E poi è un pezzo che nessuno rispetta più il proverbio ‘Moglie e buoi dei paesi tuoi’: ci siamo rimescolati in tutti i modi possibili.”
“Paese grande, problemi grandi”, bofonchiò il signor Bozzi. “Paese piccolo, problemi piccoli.”
“Cervello piccolo, pensieri piccoli!”, sospirò sua moglie.
Il signor Bozzi le torse un braccio:
“Devi fidarti di me, hai capito? E batterti per la rivoluzione con me: i Patatani coi Patatani, gli Altri con gli Altri.”
        
                                              * * *
 
Il mattino dopo fu sua moglie a svegliarsi tutta eccitata.
I had a dream… ebbene sì, ho fatto anch’io il mio bravo sogno.”
“Che sogno?”, la interrogò il signor Bozzi, sospettoso.
“Il sogno di Patatania.”
“Davvero? E com’era?”
“Ah, era bella… e verde… e vivibile, la mia Patatania.”
“Fantastico! Sono riuscito a persuaderti, dunque. Eh sì, con le buone maniere si ottiene sempre tutto. Sei dei nostri, adesso… voglio dire, dei miei!”
“L’avessi vista, Patatania.”
“L’ho vista, l’ho vista. Non dimenticare che l’ho sognata prima di te. Era bella, eh? E verde, e vivibile.”
“Infatti… ma il sogno, un po’ alla volta, si è ingarbugliato.”
“Come sarebbe a dire?”
“Troppa gente, troppe diversità. C’erano tutte quelle famigliacce della Patatania meridionale, per esempio. E allora, sul sogno precedente, si è innestato un nuovo sogno.”
“Che sogno?”
“Il sogno della Patatania del Nord, completamente staccata dal Resto del Paese.”
“Continua.”
“Com’era bella, adesso, la nuova Patatania, la mia Patatania del Nord! Tanto più bella e verde e vivibile della precedente, solo che… “
“Solo che?”
“Solo che il sogno, all’improvviso, si è ingarbugliato di nuovo. Troppa gente. Troppe diversità. C’erano tutti quegli zoticoni del meridione della Patatania del Nord, per esempio. E allora un nuovo sogno si è innestato sul precedente.”
“Che sogno?”
“Il sogno della Patatania del Nord-Nord. Sì, il sogno di staccare la parte superiore della Patatania del Nord dal nuovo Sud. Quanto più bella e verde e vivibile della precedente appariva adesso la mia Patatania del Nord-Nord!”
Il signor Bozzi la squadrò minaccioso. Stava per torcerle di nuovo un braccio, quando sua moglie riprese:
“Ma non era finita, sai?”
“Ah no? E perché?”
“Perché ogni volta, sull’ultimo sogno, si innestava un nuovo sogno. Da un lato, è vero, la mia Patatania del Nord-Nord-Nord-Nord-Nord continuava a rimpicciolire, perdendo sempre nuovi MERIDIONI, dall’altro diventava sempre più bella e verde e vivibile, finché… “
“Finché?”
“Finché, verso il mattino, l’ultimo sogno, il più puro di tutti, non mi ha dischiuso
 
                             PIANEROTTOLANIA.               
 
“Ah, com’era bello e verde il mio pianerottolo! Solo che… “
“Solo che?”, gridò il signor Bozzi, paonazzo in volto, e piegandole definitivamente il braccio.
“Solo che… ahi, mi fai male!”
“Solo che?”, incalzò il signor Bozzi in tono di sfida, con la faccia stravolta.
“Solo che, poi, sono entrata in casa e c’eri… tu”, aveva appena iniziato a dire sua moglie. Ma non ebbe modo di concludere. 
                                                          
                                                         (Lucio Angelini)
(Immagine dalla rete)

LOREDANA LIPPERINI E LA SILENZIAZIONE DEL DISSENSO

giugno 11, 2010

(Roberto Bui, alias Wu Ming 1)

Ieri il blog di mia cugina si occupava di Luttazzi, fan, sfan, stalking e via discorrendo. Grande spazio al solito Wu Ming 1, che ogni tanto si affaccia in rete e svuota  nel commentarium della sua principale fan decine di commenti a comprovare che è ancora vivo e ha un grande cuore rosso.

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/06/10/divertimenti2-su-daniele-luttazzi/

Mi sono permesso di esprimere il seguente pensiero:

“Dunque. Per chiunque svolga un lavoro “artistico” (cantante, scrittore, comico e via discorrendo) il fan è semplicemente un “utile idiota”, lo “sfan” un pernicioso essere da silenziare (sì, è vero, Wu Ming 1 lo sa molto bene), magari con l’aiuto di chi fa beotamente squadra con lui nella speranza di cavarne qualche vantaggio o qualche riflesso di lustro.”

Il commento è resistito qualche minuto, poi è stato rimosso. (Ahi ahi, come predicano bene certi Soloni e Solonesse dall’anima nascostamente nera*-°)

In compenso è apparsa la RISPOSTA di tale Amelia (sempre Wu Ming 1?) al suddetto commento:

“Il fan, in quanto ‘fanatico’ è una persona che ha scelto di amare qualcuno o qualcosa eleggendolo a simulacro di perfezione, reputandolo irrazionalmente un modello ideale a partire unicamente da alcune sue qualità positive (es. “Mi fa ridere, è contro berlusconi, ergo rappresenta il Giusto”), se il fan è uno che si inventa un mito di purezza che si incrina inevitabilmente al primo errore, se il fan è quello che non può perdonare al suo simbolo di aver macchiato la sua infantile rappresentazione, e allora sceglie una lapidazione purificatrice, se è tutte queste cose, allora il fan è senza dubbio un idiota, ma di sicuro non è utile.
La folla dei discepoli è la folla inferocita che insegue l’indegno maestro col forcone.
Il fan è quello che ama, e l’amore non perdona il tradimento.
Il fan sceglie irrazionalmente e mette tutti nella merda. Avete presente quelli che amano Berlusconi?”

Ho tentato invano di ribattere:

“@Amelia. Non hai capito. Finchè il fan contribuisce a diffondere il nome e i prodotti del suo idolo, gli è certamente “utile”. Quando poi si stufa, magari perché ne ha intuito la nascosta miseria, allora non lo è più. Di qui le interessate carinerie di molti idoli ai propri fanclub (mailing list, epifanie… ) per tenerseli buoni.” 
 
Invano, perché la replica è stata bloccata. Lì in Lipperatura hanno diritto a commentare solo i ragazzi e le ragazze del clan.

MANRICO DELL’AGNOLA E WU MING 2 A VENEZIA

giugno 10, 2010

 

(Giovanni Cattabriga, alias Wu Ming 2, alla Feltrinelli di Mestre).
 
Ieri pomeriggio alle 18.00, alla Feltrinelli di Mestre, Wu Ming 2 ha presentato il suo libro individuale “Il sentiero degli Dei“, seconda uscita per la collana “A passo d’uomo” della casa editrice Ediciclo. Devo dire che considero Wu Ming 2 il più sobrio, affabile e simpatico dei quattro componenti il collettivo di scrittura WU MING. Era stato invitato dalla sezione veneziana di Trekking Italia, cui mi onoro di appartenere, benché, da appassionato di montagna, sia contemporaneamente iscritto anche al Cai e alla Giovane Montagna. Wu Ming 2 è un patito del viaggio a piedi e in questo libro racconta la sua lettura del paesaggio nei cinque giorni di una scarpinata con zaino e tenda da Bologna a Firenze.
Copio-incollo dal nuovo GIAP:
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«Nota dell’Autore
(alla maniera di Paco Ignacio Taibo II)
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Una buona parte di questo libro consiste nella descrizione del cammino che va da Bologna a Firenze, da Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, conosciuto con il nome di Via degli Dei. Tappa per tappa, il lettore può seguire il percorso e il camminatore arrivare a destinazione. C’è pure una scelta di foto scattate lungo il tragitto e una guida pratica per chi vorrà cimentarsi. Mancano però le mappe topografiche al 25000 e il tono dei vari paragrafi è narrativo, partigiano e sentimentale. Sarebbe dunque difficile sostenere che questa è una guida per escursionisti… [il resto qui:
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http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=288   ]
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(Il mito dell’arrampicata veloce Manrico Dell’Agnola)..
 
Dalla Feltrinelli di Mestre mi sono poi fiondato alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia, dove alle 21.00 era previsto un incontro con il mito dell’arrampicata veloce Manrico Dell’Agnola. Sobrio e per niente sborone pure lui, come tutti i veramente grandi, Manrico ha ripercorso con noi le tappe della sua vita e della sua passione per la montagna, proiettando foto storiche (per esempio quelle della prima esperienza americana nello Yosemite Park, raggiunto in autostop e con poche lire in tasca) e filmati più recenti. Anche Manrico è scrittore. Dopo il buon successo di “Uomini fuori posto“, edizioni Rocciaviva, sta lavorando al suo secondo libro dal titolo “I deserti della mente“, “volume introspettivo dove racconta una serie di lunghe e stressanti esperienze, sia verticali che orizzontali”.
Altre notizie su di lui qui:
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