LOREDANA LIPPERINI NON AMMETTE ECCEZIONI

novembre 25, 2013

lippa

Scrive oggi in Lipperatura Loredana Lipperini:

“Qualsiasi discorso sul 25 novembre, qualsiasi manifestazione, rivendicazione, riflessione sui ruoli, non può che partire da qui. Finché non si agisce sui testi scolastici, su chi li scrive, propone, adotta, un lavoro già lungo diventerà impossibile. Buona giornata, commentarium.”

Tale Eccezione Alla Regola ha commentato:

“Per quanto mi riguarda, posso dire che le maggiori violenze (lavorativo-psico-censorie) le ho subite quasi esclusivamente da donne, ma sarò senz’altro l’eccezione che conferma la regola. Che cessi la violenza su chicchessia.”
Postato lunedì, 25 novembre 2013 alle 2:10 pm da Eccezione Alla Regola

E figuriamoci se quella acida zdanovista dei miei stivali poteva ammettere eccezioni alla sua semplificata visione del mondo (= maschi tutti cattivi/donne tutte meravigliose). Il commento, infatti, è stato prontamente CENSURATO.

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LOREDANA LIPPERINI NON ACCETTA CRITICHE ALLA PROPRIA MERCE

novembre 7, 2013

lippa

Dunque, sabato pomeriggio 2 novembre 2013, Wu Ming 1 e Loredana Lipperini hanno presentato a Bologna “Morti di fama”, scritto da mia cugina con Giovanni Arduino: l’audio integrale della presentazione – affinché i posteri lo ricordino con la dovuta reverenza – è su Radio Giap Rebelde.

In Facebook Riccardo Mariani ha commentato:

“In genere l’ apocalittico digitale del 21esimo secolo elargisce in tono inquietante una serie di fatti che, poi, rimeditati tra te e te, quando torni a casa dalla conferenza, non capisci bene se costituiscono l’ apocalisse o se invece alzano la tua qualità della vita.
Wu Ming, all’ ultima presentazione di “Morti di fama”, ti guarda illuminato con lanterne tremolanti poste in basso, come da lezione espressionista, ed enuncia con voce rallentata e cavernosa: “…. facebook sta raccogliendo una miriade di dati che ti riguardano…”, “ah sì?… brrr”. “Così poi ti fanno la pubblicità personalizzata”. La pubblicità personalizzata? Cosa significa? Che ti selezionano già loro la monnezza? Ti verrebbe voglia di sdrammatizzare ma non puoi farlo, la tensione delle “narrazioni” lucarelliane è come l’ umidità autunnale: quando ti entra nelle ossa è dura scacciarla.
Sempre lui con sguardo truce alla bela Lugosi: “… c’ è in giro un giapponese (tensione in sala)… un giapponese che col suo cuscino ad elettrodi prende l’ impronta (crescendo) a migliaia di culi (fortissimo, entrano i timpani)… compreso il vostro, forse!…”. “Ah sì?… brrr… chissà cosa hanno in mente i maledetti gialli, come minimo un’ invasione del continente”. La chiusa frettolosa (tipo quella della pubblicità dei medicinali) quasi non la noti: “e così domani quando ci siederemo al volante della nostra vettura, quella si avvierà solo riconoscendo il nostro inconfondibile culo”. In sala tutti si guardano attoniti avidi del prossimo e decisivo aneddoto, che scacci quella strana sensazione di aver visto l’ imperatore nudo. Un frame illusorio, ovviamente. Ma alquanto dispettoso.
Ecco che a questo punto il caso-Fadda potrebbe tornare loro maledettamente utile.”

Nel blog della Lipperini, invece, tale Giovanni Eccheccavoli ha commentato:

“Ho ascoltato l’audio in cui wuming e loredana mettono in guardia dai pericoli dei social e da quelli derivati dalla ricerca della cosiddetta microfama. Nel corso della presentazione della merce firmata Lipperini-Arduino, i due si scandalizzano all’idea che anche Google e Amazon traggano profitti dai sistemi che tutto sommato permettono anche a loro (gli stessi WM e Loredana) di promuovere e vendere i loro prodotti. Be’, mi sembra che chi abbia un minimo di buon senso possa tranquillamente distinguere tra il buono e il cattivo di queste nuove forme di comunicazione e intrattenimento. Quanto ai Big Data, chissenefrega? Io le colonnine a destra o a sinistra dei social manco le guardo. Dirò di più: è difficilissimo che acquisti un libro solo perché su un social me lo raccomanda questa o quella web-celebrity, magari gelosa della propria medio-fama e orribilmente angosciata dal sospetto che qualcuno possa lasciare un innocente commento in coda alle loro prediche quotidiane solo per brillare di luce riflessa, anziché per semplice interlocuzione. Ma quale luce, ma per carità. Ma che si diano una ridimensionata.”

Il commento, ovviamente (non essendo favorevolissimo alle nuove puttanate del guru bolognese della Lippa), è resistito qualche ora e poi è scomparso. In compenso ha avuto cordiale accoglienza quello di Wu Ming 1:

“Mi è semblato di vedele un matto ma poi no, non c’era più”.

wm1

Ma c’è in rete qualcuno più troll di Lipperini e Wu Ming 1?????

A MIA CUGINA PIACCIONO SOLO LE STORIE EDIFICANTI

ottobre 21, 2013

fazi-distefano

Oggi quella gran bigottona di mia cugina citava vari libri edificanti:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/10/21/lamore-di-giulia-quello-di-lucia-quello-di-giulietta-quello-di-ev/

Ho provato a significarle anch’io la mia lettura più recente: le prime 50 pagine di “Publisher”, di Alice Di Stefano, il libro in cui Alice Di Stefano racconta suo marito Elido Fazi. Riassumo: Alice, già abituata a frequenti (quanto astrusi) cambi di partner (il solito barista, chauffer o al massimo skipper) viene invitata niente popò di meno che da Elido Fazi, editore conosciuto allo Strega, a raggiungerlo in India. Lei gli fa presente di non potersi permettere il biglietto e lui le manda un SMS con l’indirizzo dell’agenzia in cui ritirarlo aggratis. Alice esegue “in puro Cenerentola style” e i due scorrazzano per l’India (nell’incipit finanche in un atollo delle Maldive). In linea di massima fanno cose normalissime, a parte una cacata di Elido in un vaso prezioso in una suggestiva dimora-albergo (quando scappa, scappa!). Alice scopre piccoli episodi di tirchieria di Elido con i ragazzi dei tuc tuc (magari dopo aver pagato conti per migliaia di dollari in hotel e ristoranti per turisti), ma è soddisfatta delle scopate con lui (fra cui una nel deserto, tra rumorosi ventilatori a pale). Che dire? Alice non è Chatwin, forse nemmeno Francesca Pascale, ma vi informerò sul senso del libro nelle puntate successive, ammesso che lo trovi.

Ovviamente il commento è apparso, è rimasto visibile per un quarto d’ora e poi è stato CENSURATO. Mamma mia, ma di che ha paura mia cugina???


Aggiornamento. b) Terminato a fatica “Publisher”, il libro in cui Alice Di Stefano cerca di trasformare il marito editore in un personaggio romanzesco di grande spessore (in effetti nelle ultime pagine si ammette che un po’ di pancetta post-matrimoniale a Elido è spuntata), ricostruendone infanzia marchigiana, adolescenza, giovinezza, maturità e incipiente senescenza con fin troppi dettagli (solo quelli dei cibi ingurgitati dalla coppia occupano un buon quinto del libro). Accanto al ritratto di Elido, vengono tratteggiate anche le figure di vari personaggi di contorno, tra cui quelle degli amici del cuore di Elido. Particolarmente detestabile e tediosa risulta, fra tutte, la figura di Valentino Zeichen. Alice non scrive male, ma come editor si è lasciata sfuggire un “gli” al posto di “le” (pag. 94) (“lui gli [ad Alice] aveva detto”), l’espressione “ricerca di cineserie” nel corso di un viaggio in Giappone (p.137) e altre imprecisioni.
Spesso si ha la sensazione di essere capitati nelle “Pagine promozionali e celebrative” di Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagine_promozionali_o_celebrative
da cui cito:

“Esempio di pagina promozionale o celebrativa[modifica sorgente]
Sigismondo Barillacqua della Verdesca (Castiglion della Pescaia, 25 dicembre 1985) è un cuoco di Canicattì. Dopo il diploma in ragioneria si iscrive alla facoltà di biologia marina dell’università di Reykjavík, senza terminare gli studi. Sposato con la signora Marinella Fontanabuona de Rimboldi, fra le sue passioni vi sono il curling e la lippa. Da bambino sognava di diventare astronauta, ma ora il suo più grande desiderio è quello di fare lo scrittore di manuali di elettrotecnica.

Cosa c’è di sbagliato in questo testo?[modifica sorgente]

Ovviamente nulla di personale contro l’esimio signor Barillacqua, ma è evidente che questa pagina non può rivestire alcun particolare interesse né utilità per un’enciclopedia come Wikipedia. Il tono di per sé è formalmente corretto e non presenta promozioni evidenti, ma è l’esistenza della voce stessa a essere promozionale: non indicando alcuna attività degna di nota svolta dal personaggio e non specificando perciò per quale motivo egli dovrebbe avere una voce tutta per sé.”

Vengono rievocati eventi editoriali come la pubblicazione del seminale “Cento colpi di spazzola”:
“Con la scelta di pubblicare il diario di una sedicenne in cerca di sé (…) il Publisher aveva fatto bingo. Grazie a quel romanzetto cochon e a distanza di poco tempo dalla sua fondazione… la casa editrice aveva spiccato il volo scalando ogni classifica e vendendo più di un milione di copie nel giro di pochissimi mesi… In quel turbinio di emozioni difficile da gestire, l’ormai Publisher a pieno titolo aveva perso la testa e persino suo figlio, Thomas, aveva un po’ sbandato con la bella pensata di innamorarsi di Melissa“
e naturalmente il lancio dei noti romanzetti seriali sui vampiri.
È nel corso di una convention della GD (Grande Distribuzione) a Portofino che Alice, ormai promossa dal fido Elido editor-in-chief della Fazi, prende la parola. A tal proposito la Di Stefano non manca di ricordare che “per accedere alla grande distribuzione occorre avere libri che vendono davvero… non per niente, gli unici autori invitati a Portofino sono tutti ex cantanti datisi all’autobiografia, attori, attrici, giornalisti TV, comici i cui brevi interventi durante la cena costituiscono degli sketch fenomenali e tuttavia pericolosi, visto che se sbagli una parola ti sei giocato tutto, altro che RAI. ”
Quell’anno a presentare il frutto delle loro fatiche c’erano niente popò di meno che Geppi Cucciari e Nada… e per la parvenue Alice, quella mattina, era stato un po’ “come entrare a Cartoonia…”
Publisher e editor, nel romanzo, non tubano soltanto, ma litigano anche. Per esempio a p. 136 lui le dice:
“Tesoro, smettila di parlare a vanvera e dedicati all’unica cosa che sai fare”. Seguono propedeutici strofinamenti sui divanetti e scopata finale.
Epperò: “dopo quasi un anno di rapporti pluriquotidiani, triplette, terzetti e scambi di coppia, lui, già a settembre, le dice: ‘Ormai anche il sesso tra noi non va’.”
Come viaggiatori, sono mossi più che altro dalla ricerca di ristoranti e alberghi in cui spendere tantissimo ottenendo pochissimo.
Il capitolo più divertente è “Io sono Keats”, dove non è chi non convenga con Alice:
“Fazi si sente John Keats, artista visionario di cui dice di aver capito quasi tutto e di cui si reputa l’assoluta, perfetta incarnazione. In realtà, i due in comune hanno solo le umili origini… ”
Ma l’autrice non si perita di trovargli un’attenuante:
“La passione per i versi era nata durante l’università, per contrasto con la facoltà scientifica prescelta e per riscattare forse il suo passato a Quintodecimo. Nei paeselli, da sempre, i versi rappresentano il simbolo di una vita agiata, trascorsa a non far niente, sempre seduti, al massimo con una penna in mano, esprimendo in solitudine il cosiddetto animo nobile. Comporre rime nel silenzio di una stanza anziché raccogliere pomodori sotto il sole era considerato il vertice cui aspirare fin da piccoli per evitare una vita altrimenti monotona e fastidiosa. Per un ragazzo cresciuto vicino all’orto, tra i grugniti dei maiali e le grida dei vicini, la poesia era la cosa più distante e perciò la più difficile da ottenere (dopo i soldi)…” (169-170)
A pag. 184 c’è forse il passo che meglio tradisce le segrete molle comportamentali della Di Stefano:
“Alice da piccola giocava a Barbie reginetta del ballo in cui, per aspirare a diventare tale, bisognava mettere insieme vestito, fidanzato, anello e distintivo del circolo (il più difficile da ottenere, per ovvie ragioni di lobby) prima di poter tentare la fortuna ai dadi, fare centro ed essere incoronata unica e assoluta REGINETTA DEL BALLO. “,
cui fa eco, a pag. 240:
“All’università… era in una situazione che dire difficile era poco… Anche la scorciatoia suggerita da qualcuno, che le aveva consigliato di cedere alle avance dei professori per fare carriera più velocemente, non aveva un granché funzionato: pur avendola perseguita, e a volte anche con gusto, non si era mai ritrovata in cattedra per questo, smuovendo l’amore gli oceani ma non evidentemente la burocrazia.”
A pag. 294, dopo aver rivangato le trascorse pratiche amorose (per lo più con un “pubblico di manovali, facchini, idraulici, imbianchini, skipper e persino un pornodivo, icona a livello internazionale”), aggiunge:
“Da tempo, infatti, a torto o a ragione, Alice sosteneva di essere ‘la più grande filosofa del mondo’ nonché l’unica, infallibile ‘dea dell’amore’.
Gli ultimi due capitoli raccontano, appunto, la capitolazione di Elido di fronte a tanta dea [“Come ti chiedo in sposa”] e il ménage vero e proprio [“Fazi marito perfetto”].

P.S. Riguardo al senso complessivo del libro… be’, posso dire che esso è chiaro almeno per Elido: dopo il libro di Cesarina Vighy, madre di Alice, e quello di Melissa, morosa del figlio di Fazi, un libro della moglie ci stava.

http://lucioangelini.iobloggo.com/1510/alice-di-stefano-pubblica-publisher

BOLOGNA HA GIÀ DEDICATO UNA VIA AI WU MING

ottobre 5, 2013

senzanome

L’altro giorno ero a Bologna per una laurea e ho scoperto che la città ha già dedicato una strada ai Wu Ming [Senza nome]. Raro caso di via cittadina dedicata a gente ancora in vita. Ci sarà sicuramente lo zampino della mia potente e instancabile cugina, che quando si tratta di celebrare i Wu Ming non lascia nulla di intentato:-)

P.S. L’amico John T. mi ha fatto notare: “La via la si dedica quando il dedicatario è morto, e i wu ming, di fatto, sono morti.”

[Della serie “Cattivello Lui”.]

ANGELINI SOSPESO DI NUOVO DA FACEBOOK PER UN COMMENTO SULLA LIPPERINI

settembre 12, 2013

caduta

Su Facebook, ieri, si commentava un post di Giovanni Cocco corredato da formali ringraziamenti, fra cui: “Grazie a Raul Montanari e Giulio Mozzi che mi hanno insegnato tutto.”

Quel gran rosicone, troll e guastafeste di Lucio Angelini si è permesso di osservare:

***Dissento su quel “mi hanno insegnato tutto”. Gentile da parte tua, ma nessuno di loro ha scritto qualcosa di paragonabile a “La caduta”.***

A un certo punto ha fatto il suo amareggiato ingresso il vate Raul Montanari, che ha scandito:

“Chi, diversamente da me, dovesse dubitare che Lucio Angelini sia uno scrittore straordinario, si ricrederà leggendo questo thread. Angelini entra (non invasivamente, per carità) in un post in cui un povero diavolo di finalista del Campiello ringrazia quelli a cui pensa di dovere gratitudine, critica le sue affermazioni e alla fine riesce per pura magia di scrittura a parlare come al solito di sé e delle proprie traversie editoriali. Questa è arte!”

Lucio Angelini ha risposto:

“@Raul. Stavolta ti sei abbassato al livello della Lipperini, che con l’accusa di autobiografismo caccia dal suo blog tutti i commentatori non in linea con il lipperin-wuming-pensiero.”

Ebbene, qualche ora dopo tale commento è stato rimosso e Lucio Angelini sospeso per la terza volta in poche settimane da FB per 12 ore. Immagino su segnalazione di chi…

Bisognerà proprio che Angelini impari a nominare la titolare di Ipperatura senza lettere iniziali: Oredana Ipperini, per non fornirle appigli censori. Quando si vede menzionata in termini appena meno che servizievoli, la Gran Censora tira fuori il machete e… zac! comincia a menare fendenti in tutte le direzioni, in stile Orlando Furioso:

“Veder il nome suo scritto su Facebook
l’accese sì, ch’in lei non restò dramma
che non fosse odio, rabbia, ira e furore;
né più indugiò, che trasse il brando fuore.
Tagliò il commento, e sin al cielo
a volo alzar fe’ le minute schegge.

e rami e ceppi e tronchi e sassi e zolle
non cessò di gittar ne le bell’onde,
fin che da sommo ad imo sì turbolle
che non furo mai più chiare né monde.
E stanca al fin, e al fin di sudor molle,
poi che la lena vinta non risponde
allo sdegno, al grave odio, all’ardente ira,
cade sul prato, e verso il ciel sospira.”

NIENTE PROMOTION PER NO GRANDI NAVI

agosto 31, 2013

IMG_7061

Oggi mia cugina pontificava:

“Non importa come la pensiate su TAV e NO TAV. Davvero, in questo caso, non importa. Importa, e molto, il vostro pensiero sull’informazione, sui meccanismi mediatici che portano alla creazione di mostri e su come i mostri restino tali, nella comune percezione, nonostante siano disponibili materiali, filmati, testi, testimonianze che portano nella direzione contraria.
La storia di Marco Bruno (quello della “pecorella”, direte voi: sì, lui. Avete visto il video in cui pronuncia quella parola rivolto a un poliziotto, giusto? Non avete visto, però, la parte del video tagliata, dove Marco Bruno dice allo stesso poliziotto “Comunque vi vogliamo bene lo stesso”) è esemplare, da questo punto di vista. Giustamente, i Wu Ming [CAZZAROLA!!! NIENTE POPO’ DI MENO CHE I WU MING!!!] l’hanno definita narrazione tossica e l’hanno raccontata prima su Internazionale e poi in un libro che sono qui a consigliare. Si chiama Nemico pubblico – pecorelle, lupi e sciacalli. Lo ha realizzato e pubblicato l’Associazione Spinta dal BasS.”

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/08/30/nemico-pubblico-un-libro-da-diffondere/

Un incauto lettore ha postato il commento:

“Bella SpintadalBasso. Ma sarebbe interessante appurare se Madame Senza Pregiudizi sarebbe disposta a promozionare pure ‘Il gondoliere cinese’ (Supernova Edizioni), libro importante contro le devastazioni lagunari, anche se non ancora approvato dal Clan dei Bolognesi.
Postato sabato, 31 agosto 2013 alle 10:30 am da Mister”

Naturalmente, in mancanza della benedizione URBI ET ORBI dei suoi guru di fiducia (Ricordate i Cabaret Bisanzio: “Chiedo un attimo a Wu Ming 1 che cosa ne penso”?) la segnalazione di Mister (sulle distorsioni informative concernenti le GRANDI NAVI IN LAGUNA) ha resistito una mezz’ora e poi è stata brutalmente spintonata in moderazione (= censurata). Ahi ahi, siamo alle solite. La distorsora per eccellenza che finge di battersi contro le distorsioni… la creatrice di MOSTRI E TROLL che blatera di “creazione di mostri”… Che le venga una diarrea fulminante:-)

Lippa2

MIA CUGINA L’OSCURANTISTA NON DEMORDE

agosto 5, 2013

RIMOZIONE

Ahimè, sono stata di nuova sospesa per 12 ore da Facebook perché quella gran cogliona oscurantista di mia cugina non sopporta la squallida verità su se stessa. Che le venga una diarrea fulminante…*-°

SOSPESO DA FACEBOOK PER AVER DETTO LA VERITÀ

luglio 15, 2013

binaghi

(Valter Binaghi)

Scopro di essere stato sospeso per 12 ore da Facebook per aver detto la seguente verità a proposito di Valter Binaghi, di recente scomparso e meno di recente bannato dal blog di mia cugina:

“Apparteneva, come me, al gruppo dei Bannati dalla Lipperini, che ora fa la coccodrilla… ”

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/07/12/per-valter-binaghi/

Posso considerarla ufficialmente una mia stalker?

LORENZAZ E FILIPAZ. SOLO APPLAUSI PER I WUMING.

luglio 3, 2013

2luglio13 034rit

Dopo il tradizionale pistolotto lipperiniano a sostegno di ogni novità dei Wuming:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/07/01/intersezioni-point-lenana/

in Lipperatura si sono succeduti due commenti. Il primo, di Lorenzo Filipaz, è apparso per RIMANERE. Il secondo, di Filippo Lorenzaz, è apparso per qualche secondo per SCOMPARIRE subito dopo (è stato posto in moderazione, ovvero censurato).

1)FILIPAZ: “Per me questa é la più bella recensione di Point Lenana fino ad oggi… e, da “pointlenanologo”, le ho lette quasi tutte!

Postato lunedì, 1 luglio 2013 alle 11:35 am da Lorenzo Filipaz”

2) LORENZAZ [Il tuo commento è in attesa di approvazione.]
Mamma mia, eravamo in ansia per un nuovo pistolotto pro wuming.

Postato lunedì, 1 luglio 2013 alle 4:31 pm da Filippo Lorenzaz

GONDOLIERI CINESI AL LIDO DI VENEZIA

giugno 21, 2013

hungaria